Una passeggiata all'inferno

Una passeggiata all

Esiste un genere fotografico in cui le immagini, anziché condannare la crudeltà, la celebrano, per esempio la Wehrmacht incoraggiava le fotografie di dilettanti e autorizzava I soldati a usare la loro macchina fotografica personale al fronte.

Non a caso quindi venivano bombardati dalle aziende che producevano materiale fotografico con pubblicità che affermavano: “Zeiss Tessar per i tuoi ricordi di guerra!” “Voigtländer Kleinbildkamera verso la vittoria finale!” “Agfa Photos: un ponte tra il fronte e la tua casa!”

Uno di quelli fu il sergente tedesco e fotografo dilettante Heinrich Jöst, albergatore nella vita da civile.

Il 16 settembre 1941 trascorse una giornata libera, era il suo compleanno, girovagando per il ghetto di Varsavia con la sua reflex per fotografare gli ebrei affamati, terrorizzati, ammalati di tifo, morenti, accatastati da cadaveri. Le sue 137 foto, dopo che il settimanale tedesco Stern le aveva rifiutate, furono acquistate dal museo israeliano Yad Vashem che le ha portate in mostra in tutto il mondo.

Quindi sono state pubblicate nel 2001 nel libro In the ghetto of Warsaw insieme ai suoi ricordi di quella che definì una “passeggiata all’inferno”.

Articolo di: Pietro Frattini



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