Il monaco che si diede fuoco nel '63

Il monaco che si diede fuoco nel

L’11 giugno 1963 il monaco buddhista vietnamita Thich Quang Duc si diede fuoco a Saigon, per protestare contro la violazione della libertà religiosa e la persecuzione dei buddhisti da parte del governo vietnamita.

Circondato da 350 monaci, a pochi isolati di distanza dal Palazzo Presidenziale, Quang si sedette su un cuscino da meditazione, assunse la posizione del loto e dopo essersi fatto cospargere di benzina, accese lui stesso un fiammifero e le fiamme lo avvolsero. La sua tranquillità durante tutto il tempo ha suscitato fortissime emozioni in chi ha assistito all'evento.

La fotografia (originalmente bianco/nera), scattata da Malcolm Browne, fece il giro del mondo e vinse il World Press Photo of the Year e anni dopo valse al fotografo il Premio Pulitzer.
John Fitzgerald Kennedy, l’allora presidente degli Stati Uniti, dichiarò: “Nessuna fotografia nella storia del giornalismo ha mai generato le stesse emozioni di questa, nel mondo”, disse.

Il governo statunitense ordinò a quello vietnamita di accettare le richieste dei buddhisti. Pochi giorni dopo il presidente vietnamita firmò un trattato assieme ai buddhisti, cedendo alle pressioni del governo americano.

Di lì a breve però la situazione peggiorò drasticamente, il regime tornò ad attaccare i monasteri buddhisti e a usare la violenza per reprimere le proteste. A novembre dello stesso anno, con l’approvazione degli Stati Uniti, l’esercito rovesciò il governo del presidente Diem, che venne assassinato il giorno seguente. Thich Quang Duc fu considerato un eroe da moltissimi vietnamiti, divenne un simbolo della protesta in Vietnam nell’immaginario collettivo occidentale.

A distanza di 50 anni, un utente di Reddit (sito web dove i contenuti vengono creati dagli stessi utenti) ha ritoccato la storica fotografia, colorandola digitalmente e dandole nuova vita.

Ad oggi sono 138 i monaci buddhisti tibetani che si sono dati fuoco, per protestare contro l’occupazione del Tibet da parte della Cina.

Una delle più preziose culture che l’umanità abbia mai conosciuto, rischia così di scomparire a causa dell’arroganza cinese e della totale indifferenza del resto del mondo.

Articolo di: Pietro Frattini



Personaggi citati nell'articolo

Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento