10 aneddoti su John Fitzgerald Kennedy

10 aneddoti su John Fitzgerald Kennedy

Dieci storie su J. F. Kennedy che molti non sanno:

- JFK non fu il primo in famiglia a fare politica: il nonno materno, John Fitzgerald, fu sindaco di Boston; quello paterno, Patrick Kennedy, fu deputato e senatore nello stato del Massachusetts.

- Durante la seconda guerra mondiale salvò un soldato trascinandolo a nuoto con una corda tra i denti.

- JFK fu affetto fin dall’adolescenza dal morbo di Addison, una malattia delle ghiandole surrenali caratterizzata da una carenza degli ormoni necessari a regolare zucchero, sodio e potassio nel sangue. Le cure con le iniezioni di DOCA (un farmaco a base di corticosteroidi) gli provocarono, come effetto collaterale, un’osteoporosi alle vertebre che non riuscì mai a debellare completamente.

- La vittoria alle presidenziali contro Nixon, netta nell’assegnazione dei grandi elettori, fu invece risicata a livello di voto popolare: circa 120 mila voti separarono i due contendenti. Sebbene JFK avesse condotto una campagna eccellente, culminata nella vittoria al dibattito televisivo, in molte frange della popolazione era forte la ritrosia a dare il voto per un candidato dichiaratamente cattolico.

- I rapporti con Johnson, suo vice, non furono mai idilliaci. A unirli furono il calcolo politico: Johnson, texano, poteva garantire a Kennedy i voti degli stati del Sud; viceversa, la vicepresidenza rappresentava l’ultima speranza per LBJ di ambire un giorno alla carica più alta.

- JFK vinse il premio Pulitzer “Biografia e autobiografia” nel 1957 con Profiles in courage (“Ritratti del coraggio”), in cui descrisse gli atti di coraggio e integrità di otto senatori degli Stati Uniti lungo tutta la storia americana.

- Nel 1954 rischiò di morire per i postumi di un intervento alla schiena. Si era fatto innestare delle placche d’acciaio nelle vertebre su consiglio dei medici, ma queste avevano causato una suppurazione interna. La situazione fu critica al punto che gli venne data l’estrema unzione.

- Benché appartenenti a due campi politici diversi, Kennedy ed Eisenhower si stimavano reciprocamente, tanto che l’ex presidente in diverse occasioni venne convocato alla Casa Bianca dal suo giovane successore per avere consigli e suggerimenti.

- La questione razziale fu al centro della presidenza Kennedy, anche se i progressi furono più simbolici che effettivi. Osteggiato da un senato a lui inviso, il presidente sapeva di muoversi su un terreno minato, ma questo non gli vietò di nominare Clifford R. Wharton ambasciatore in Norvegia. Fu il primo afroamericano a ricoprire tale carica in un paese a maggioranza bianca.

- Durante un’intervista, alla domanda “come descriverebbe il suo lavoro?”, Kennedy rispose: «Ho una bella casa, l’ufficio è vicino e lo stipendio è buono».

Articolo di: Filippa Marinetti



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