La firma del trattato di Versailles

La firma del trattato di Versailles

La durezza dei trattati di pace contro la Germania furono il preludio per la seconda Guerra Mondiale. « Questa non è una pace, è un armistizio per vent'anni. » (Ferdinand Foch, 1920.)

Il trattato di Versailles pose ufficialmente fine alla prima guerra mondiale. Fu stipulato nell'ambito della Conferenza di pace di Parigi del 1919 e firmato da 44 Stati il 28 giugno 1919 a Versailles, in Francia, nella Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles.

Germania, Austria ed Ungheria non parteciparono alla "conferenza", ma si limitarono a firmare il trattato finale il 28 giugno, dopo le minacce, da parte dei vincitori, di una ripresa della guerra se non lo avessero fatto. Gli Stati Uniti d'America non ratificarono mai il trattato lamentavano l'eccessivo ammontare delle riparazioni.

Il trattato stabilì la cifra per i danni di guerra in 132 miliardi di marchi, somma impossibile da pagare per qualsiasi nazione. I problemi economici che questi pagamenti comportarono sono spesso citati come la principale causa della fine della Repubblica di Weimar e della ascesa di Adolf Hitler, che inevitabilmente portò allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Gli osservatori più acuti, come l'economista britannico John Maynard Keynes, criticarono duramente il trattato: non prevedeva alcun piano di ripresa economica e l'atteggiamento punitivo e le sanzioni contro la Germania avrebbero provocato nuovi conflitti e instabilità, invece di garantire una pace duratura. Keynes espresse questa visione nel suo saggio The Economic Consequences of the Peace (Le conseguenze economiche della pace).

Articolo di: Pietro Frattini



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