Attentato a Mussolini

Attentato a Mussolini

Il 7 aprile 1926, Violet Gibson tentò di uccidere Mussolini mentre camminava tra la folla in Piazza del Campidoglio a Roma.

La Gibson, di nazionalità Irlandese di famiglia nobile, sparò una prima volta, ma Mussolini proprio in quel momento si irrigidì nel classico saluto fascista tirando indietro il capo e portandolo inconsapevolmente fuori della traiettoria del proiettile. Fu colpito di striscio al naso. Violet tentò di nuovo, ma la pistola fece cilecca.

La Gibson, faticosamente sottratta ad un tentativo di linciaggio, fu condotta in questura; interrogata, non rivelò la ragione dell'attentato.

Si è supposto che la donna, allora cinquantenne, fosse mentalmente squilibrata all'epoca dei fatti e che potesse essere stata indotta a commettere il gesto da qualche istigatore sconosciuto.

L'attentatrice non fu incriminata per volontà dello stesso Mussolini e fu espulsa dall'Italia verso l'Inghilterra. Rimase per trent'anni ricoverata in una clinica psichiatrica, il St Andrew's Hospital a Northampton, ove morì.

Fu in quella occasione che Claretta Petacci scrisse al Duce la lettera di felicitazioni per lo scampato pericolo con cui egli la notò e volle conoscerla, legandola in seguito al suo destino. Anche il papa Pio XI scrisse una lettera di analoga congratulazione.

Articolo di: Pietro Frattini



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I vostri commenti

  • Giuliano Malatesta

    21 Aprile 2020

    Mi piacerebbe conoscere il testo integrale della lettera, che conosco solo parzialmente, per avere una visione più completa di quanto importante sarà in seguito il rapporto con il duce insieme al clan Petacci.

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