La liberazione di Mussolini

La liberazione di Mussolini

Benito Mussolini, arrestato per ordine del Re d'Italia il 25 luglio, viene liberato dalla sua prigione a Campo Imperatore, sul Gran Sasso d'Italia.

Il ministro Albert Speer, nel suo libro Memorie del Terzo Reich, ricorda la reazione di Adolf Hitler alla notizia dell'arresto di Mussolini: "Non c'era rapporto in cui il Führer non chiedesse che fosse fatto tutto il possibile per ritrovare l'amico disperso. Diceva di essere oppresso giorno e notte dall'angoscia".

La sera del 26 luglio 1943 Hitler convocò presso il suo quartier generale a Rastenburg, denominato in codice la "Tana del lupo", sei ufficiali scelti tra tutte le forze armate del suo paese per un'operazione segreta.

Cominciò così l'operazione Eiche (Quercia), la liberazione di Mussolini, deposto e arrestato in Italia. Un commando di paracadutisti tedeschi esegue l'operazione e mette in salvo il duce. 

Dopo qualche foto, Mussolini doveva ripartire su uno Storch, aereo a decollo e atterraggio breve, portato sull'altipiano dal capitano Gerlach. L'aereo poteva trasportare solo un passeggero da una pista di decollo così corta, così Gerlach decise di far trattenere le ali dello Storch da alcuni soldati fino a raggiungere il massimo regime del motore.

A un segnale, lasciato libero, l'aereo scattò in avanti verso il burrone. Scomparve per qualche momento nell'abisso, ma poi lo si poté vedere da lontano mentre si alzava verso il cielo. A Pratica di Mare, dove atterrò, Mussolini fu imbarcato su un Heinkel He 111 che lo portò a Vienna, e poi a Monaco: il 14 settembre, a Rastenburg, incontrò Hitler. 

Articolo di: Antonio Schivardi



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