Il manifesto della razza

Era l'estate del 1938, il popolo Italiano si scopre razzista e fiero di esserlo.

Il manifesto è composto da dieci punti che sono il seme di quel l'odio che si basa sul concetto di "noi" e "loro" senza nessuno spiraglio al lume della ragione.

Riporto solo il settimo punto:

"7. È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l’Italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità."

 

Articolo di: Pietro Frattini



Personaggi citati nell'articolo

I vostri commenti

  • Romano87

    11 Agosto 2017

    Credo sia condivisibile, non comprendo il problema ad affermare questa cosa

    Rispondi al commento
  • IlMemoriale

    11 Agosto 2017

    Gentile Romano87, quando si accetta l'idea di essere razzisti e si arriva al punto che la società lo condivida come valore si apre un solco profondo tra il concetto di "noi" e il concetto di "loro" e alle conseguenze che la storia ci insegna (da prima del fascismo alla Jugoslavia ). Ricorda che un giorno potresti essere tu il "loro"

Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento

Raccomandate on line