Ernesto (Che) Guevara

Nato a Rosario
il 14/06/1928
Morto a La Higuera
il 09/10/1967
Professione: Rivoluzionario
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Ernesto Guevara nacque a Rosario, in Argentina, nel 1928 da un'abbiente famiglia borghese. Primo di cinque fratelli (tre maschi e due femmine), Guevara era figlio di Ernesto Guevara Lynch[6] (1901 – 1987), un imprenditore argentino di origini basche e irlandesi, e di Celia de la Serna (1906 – 1965), benestante borghese di remote origini spagnole, fervente cattolica poi convertitasi al liberalismo.

In accordo con le norme della lingua spagnola, il nome legale di Ernesto Guevara verrà talvolta accompagnato da de la Serna e/o Lynch.

Durante gli studi di medicina Guevara adattò alla sua bicicletta un piccolo motore e partì il 1º gennaio 1950 per un viaggio in solitaria nelle province rurali del nord dell'Argentina. Dal febbraio 1951 cominciò a lavorare come infermiere su mercantili e petroliere e viaggiando su di essi raggiungerà il Brasile, Trinidad e Tobago e Venezuela.

Nel 1951 un suo vecchio amico, il biochimico Alberto Granado, suggerì a Guevara di prendere un anno di pausa dagli studi in medicina per intraprendere il viaggio attraverso il Sudamerica che per anni si erano proposti di fare.

Guevara e Alberto partirono dalla città di Alta Gracia a cavallo di una motocicletta Norton 500 del 1939, cui Granado aveva dato il soprannome di La Poderosa II ("La Potente II").

Dopo un grave incidente a Temuco, che causerà danni al telaio della motocicletta, i due rimasero colpiti dalle penose condizioni dei minatori cileni sfruttati dalle compagnie inglesi, nonché dal razzismo e dal maltrattamento subito dagli indigeni peruviani.

Cruciale fu l'arrivo al lebbrosario di Huambo, tenuto in pessime condizioni, dove i due si offrirono come medici.

In Perù, Guevara rimase affascinato da Cusco e dal Machu Picchu. A Lima i due incontrarono il dottor Hugo Pesce, esperto della ricerca sulla lebbra e marxista.

Guevara fu membro del Movimento del 26 luglio e dopo il successo della rivoluzione cubana assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro, suo alleato politico. Nella prima metà del 1965 lasciò Cuba per attuare la rivoluzione popolare in altri Paesi, prima nell'ex Congo belga (ora Repubblica Democratica del Congo), poi in Bolivia. L'8 ottobre 1967 venne ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell'esercito boliviano (assistito da forze speciali statunitensi costituite da agenti speciali della CIA) a La Higuera, nella provincia di Vallegrande (dipartimento di Santa Cruz). Il giorno successivo venne ucciso e mutilato delle mani nella scuola del villaggio. Il suo cadavere, dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande, fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel mausoleo di Santa Clara di Cuba.

La figura di Guevara ha suscitato grandi passioni sia in suo favore sia contro: dopo la sua morte è divenuto un'icona dei movimenti rivoluzionari di sinistra, idolatrato oltre che dagli stessi cubani anche da tutti quelli che si riconoscevano nei suoi ideali, mentre i suoi detrattori lo hanno descritto come un criminale capace di uccisioni di massa, nonché cattivo politico per la sua gestione come ministro dell'industria negli anni immediatamente successivi alla rivoluzione cubana.

La fotografia ritratto di Che Guevara, chiamata Guerrillero Heroico e opera di Alberto Korda, dopo la sua morte divenne una delle immagini più famose e riprodotte al mondo, nelle sue varie versioni, del XX secolo. Usata e riprodotta per scopi simbolici, artistici e pubblicitari,[4] è stata definita dal Maryland Institute College of Art come la foto più celebre di sempre.[5]

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Cattura di Che Guevara