Serial killer che vendeva hamburger di resti umani delle vittime

Serial killer che vendeva hamburger di resti umani delle vittime

Il 19 dicembre 1996, Joe Metheny che diventerà famoso per essere il serial killer che faceva hamburger con la carne delle vittime, fu accusato di aver ucciso tre donne.

Metheny fu arrestato per l'uccisione di una donna di 26 anni che lo incontrò al Bar Ristorante Borderline in Arbutus, in un sobborgo di Baltimora. Il corpo decomposto della donna, Kimberly Spicer, fu trovato sotto un rimorchio a meno di 10 metri dall'azienda di proprietà del figlio.

Metheny fu accusato anche dell'uccisione di Toni Lynn Ingrassia, di 28 anni, il cui corpo fu trovato nel 1994 presso la Interstate 95, a breve distanza della società precedente. Era stata accoltellata e strangolata. La terza vittima non verrà purtroppo mai identificata. Il suo cadavere viene ritrovato decapitato, ma la polizia non riesce in alcun modo a risalire alla sua identità.

Joe Roy Metheny confessò comunque di aver ucciso 10 donne nella zona di Baltimora, disse che dopo aver trascorso del tempo con le sue vittime si sentiva costretto a strangolare le donne.

Il suo modus operandi era l'accoltellamento e lo strangolamento. Fu condannato a morte il 13 novembre 1998. Commutata poi in carcere a vita il 24 luglio 2000.

Divenne però famoso per aver venduto hamburger di carne umana preparati con i resti delle proprie vittime. L’uomo era decisamente sovrappeso, ed in una sua confessione ha affermato che, dopo aver ucciso le sue vittime, conservava la loro carne in un congelatore dove teneva aperte anche delle latte di manzo, in modo da mischiare gli odori e i sapori. “Nessuno può percepire la differenza” tra carne di maiale e carne umana, ha infine aggiunto.

Il 7 agosto 2017 è stato trovato morto in una prigione del Maryland da una guardia.

 

Articolo di: Pietro Frattini



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