Irlanda anni bui: le Case Magdalene prigioni della chiesa

Irlanda anni bui: le Case Magdalene prigioni della chiesa

In Irlanda le Case Magdalene sono state per oltre due secoli degli istituti dove venivano trattenute – portate con la forza – ragazze, donne che avevano compiuto “atti peccaminosi”, per evitare il pubblico scandalo.

Ragazze madri, giovani prostitute, adolescenti vittime di stupro, comportamenti sgraditi per una morale cristiana: tutto ciò che doveva essere tenuto lontano dagli occhi – e quindi dal cuore, dalla famiglia, dal portafoglio, dal proprio onore – come si tenta di debellare una malattia. Il duro lavoro, il rigore e tanta preghiera erano i doveri principali per il cammino verso la redenzione e l’espiazione dei gravi peccati commessi.

Gli istituti, grazie a questa massiccia mano d’opera godevano di ampi guadagni grazie alle numerose operaie non retribuite che mandavano avanti la baracca, costruita per diventare una sorta di manicomio, usata come lavanderia industriale, travestita da centro di recupero.

E non esiste un reale censimento di quante donne, dalla metà del XVIII secolo fino al 1996, siano passate – e purtroppo rimaste – per queste istituzioni della (misera) morale.

Il 5 ottobre 1993 in una delle strutture vengono trovati centinaia di cadaveri. Più di centocinquanta. Tutte donne.
Scoppia uno scandalo nazionale. Le “Suore di Nostra Signora della Carità del Rifugio”, dicono che si tratta delle “penitenti”.

Ragazze di cui non sanno bene il nome, la storia e le vicende perché alcune sono lì, in una fossa comune, da molto prima che loro prendessero il velo.

Chi sono allora queste ragazze? Qual è la loro storia?

Nonostante la vicenda sia diventata di dominio pubblico, a differenza di altri casi di abusi perpetrati dalle gerarchie ecclesiastiche in Irlanda, il governo di Dublino, trincerandosi dietro al fatto che gli istituti erano totalmente privati, ha cercato di eludere le responsabilità che lo Stato ha avuto in questa vergognosa vicenda.

L’ultima delle Case Magdalene fu chiusa il 25 Settembre del 1996, tre anni dopo la scoperta delle fosse comuni.

Articolo di: Pietro Frattini



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