Morte del Vampiro di Brooklyn

Il vampiro di brooklyn

Il 16 gennaio 1936 viene eseguita la condanna di morte del "Vampiro di Brooklyn".

Albert Fish nasce a Washington 19 maggio 1870 l'uomo che diventerà famoso come il Vampiro di Brooklyn.
Nella sua famiglia quasi tutti soffrivano di malattie mentali. Questo però non dissuase i genitori, Randall e  Ellen Fish, dal mettere al mondo quattro figli. Oltre a Hamilton, che era il più piccolo, i fratelli Fish erano Walter, Annie e Edwin.
Nel 1975, alla morte del padre, la madre che non era in grado economicamente di badare al figlio minore, lo diede in affido a un orfanotrofio. Qui Hamilton venne maltrattato, frustato e bastonato, scoprendo che provava piacere subendo dolore fisico.
Nel 1879 torna con la madre che nel frattempo ha trovato un lavoro, ma iniziano i primi atti di violenza sessuale, coprofagia e prostituzione.
Nel 1898 si sposa grazie all'intervento della madre. Con la moglie mise al mondo sei figli: Albert, Anna, Gertrude, Eugene, John, ed Henry. Il tutto  senza mai smettere di abusare di altri giovani. Il matrimonio non dura molto, la moglie lo abbandona e gli lascia i figli, per un altro uomo, John Straube, un tuttofare dalla famiglia Fish.
Per questa umiliazione Fish impazzisce completamente: comincia a sentire le voci, diventa un invasato religioso e ha varie allucinazioni che lo porteranno anche in manicomio, ma per breve tempo.
Albert crede che Dio gli abbia dato l'ordine di espiare i suoi peccati attraverso punizioni corporali e sacrifici umani di bambini e diviene un killer cannibale.
Secondo la sua strana interpretazione del messaggio divino avrebbe dovuto torturare e castrare gli altri, oltre che farsi del male in ogni modo possibile. Arrivò persino a obbligare i figli a frustarlo fino a farlo sanguinare. Poi cominciò a infilarsi aghi in ogni posto. Una radiografia ne mostra 29 infilati nella zona del bacino.
Nel 1903 verrà arrestato per appropriazione indebita. In carcere ebbe molti rapporti sessuali coi detenuti.
Nel 1910 comincia a uccidere. La vittima è un uomo adulto, l'unico dell'elenco,  si chiama Thomas Bedden. Nel 1919 a Georgetown accoltellò un altro ragazzo, con problemi di ritardo mentale.
Uccide il primo bambino il 15 luglio 1924, è Francis X. McDonnell, 8 anni. Stava giocando sul portico di casa. Lo prende a bastonate e lo strangola con le bretelle. Fish disse, dopo l'arresto, di aver prelevato dal suo corpo le orecchie e il naso e di averle mangiate.
11 febbraio 1927 Billy Gaffney, 4 anni, sta giocando davanti casa, con amico Billy Beaton, quando viene rapito da Fish.
La spiegazione che il bambino superstite darà è che Billy sia stato rapito dall'uomo nero, che descrive come vecchio, snello, con baffi e capelli grigi. Fish verrà riconosciuto da un autista di bus, che proprio quel giorno,  lo vide cercare di calmare la sua futura vittima che stava facendo i capricci.
Il corpo di Gaffney non fu ritrovato. La madre della vittima Elizabet,  visitò Fish nel carcere di Sing Sing per ottenere più dettagli sulla morte del figlio. Purtroppo li ebbe. Albert confessò di averlo portato in una casa solitaria e di averlo legato mani e piedi e lasciato così una notte. Il giorno seguente il mostro ritornò dal piccolo e lo fece a pezzi, strappandogli varie parti del corpo mentre era ancora in vita. Una volta ucciso, ne bevve in sangue e lo macellò, si liberò del corpo sezionato, buttandolo in un fiume. Tornò a casa e ne mangiò la carne. Questo è quello che raccontò alla povera donna: 
"Mangiai la parte del suo corpo che mi piaceva di più. Il suo pisellino e le palline (His monkey and pee wees) e un bel piccolo posteriore grasso da arrostire nel forno e mangiare. Feci uno stufato con le sue orecchie, il naso, pezzi della faccia e della pancia. Misi cipolle, carote, rape, sedano, sale e pepe. Era buono."
La mostruosità continua.
Nel 1928, la terribile sorte toccò alla piccola Grace Budd, 10 anni.  Il fratello della
piccola mise un articolo per cercare lavoro su un giornale, la famiglia era povera. All'annuncio rispose Albert. Si presentò come un industriale che voleva aiutarlo, con l'idea di ucciderlo ma vedendo Grace la preferisce.  Ottenne dai genitori stessi la possibilità di allontanarsi con la ragazza e non tornò mai più. La polizia per la sparizione arrestò un innocente, Charles Edward Pope.
Sarà in seguito, nel 1934, che Fish spedirà alla famiglia Budd una lettera zeppa di errori grammaticali dove descriva l'omicidio della figlia, il cannibalismo e zeppa di tutta la sua orribile follia La potete trovare in rete ma abbiamo deciso di non riportarla per la durezza dei dettagli del contenuto.
Questa lettera lo fece, finalmente, catturare.
La polizia risalì al luogo di spedizione e trovò Albert Fish, lo arrestò e lo rinchiuse nel carcere di  Sing Sing.
L' 1 marzo del 1935 iniziò il processo e vennero alla luce delle pazzesche, sadiche e sanguinose confessioni: si vantò addirittura di aver molestato più di 400 bambini e di averne uccisi più di 100!

La giuria lo giudicò sano e colpevole e lo condanna a morte mediante sedia elettrica.

Durante tutto il processo Fish rimase sereno e impassibile: per lui solo Dio poteva giudicarlo ed era certo di non aver fatto nulla di male.
Disse: "Ciò che io faccio è giusto, altrimenti Dio avrebbe mandato un angelo a fermare la mia mano, come fece a suo tempo con il profeta Abramo."

La pena fu eseguita il 16 gennaio del 1936, e Albert aiutò i suoi carcerieri a stringere le fibbie della sedia.

 

Articolo di: Luca Scuriatti



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