La misteriosa morte di Elisa Lam

Elisa Lam era una studentessa ventunenne canadese di origine asiatica, trovata morta nel febbraio 2013 in circostanze alquanto misteriose. Il suo corpo è stato rinvenuto all’interno di una cisterna dell’acqua posta sul tetto del Cecil Hotel a Los Angeles.
Dopo le varie segnalazioni circa l’anomalo aspetto dell’acqua da parte di alcuni ospiti dell’hotel, furono effettuate indagini dal personale e così si giunse alla macabra scoperta: la presenza di un cadavere all’interno di una delle cisterne, situato lì da almeno 20 giorni.
Di rilevante importanza è anche un video registrato dalle telecamere a circuito chiuso all’interno di uno degli ascensori che riprende Elisa Lam per l’ultima volta, facendo notare una serie di comportamenti anomali e illogici da parte della ragazza.

Si tratta di immagini inquietanti che mostrano come la donna sembri trovarsi in stato confusionale e sembra stia fuggendo da qualcosa o da qualcuno. Le riprese sono state effettuate dalla telecamera a circuito chiuso posta all’interno di uno degli ascensori dell’albergo.
La porta si apre e si nota una figura entrare all’interno del vano ascensore in maniera sospetta, la donna agisce come spinta dalla paura di essere seguita da qualcuno ma non si nota alcun movimento al di fuori della porta, da quanto mostra la telecamera a circuito chiuso che riprende quanto sta accadendo.
Movimenti confusi e turbati caratterizzano i pochi minuti di permanenza di Elisa presso il vano ascensore. Inizia a premere più tasti della pulsantiera in maniera confusa e concitata e si rannicchia per qualche secondo in un angolo della cabina, come per volersi nascondere, mentre fa capolino sul bordo della porta, come se cercasse di vedere se qualcuno si trovi sul piano.
Esce dall’ascensore, iniziando a compiere dei passi in avanti e poi verso sinistra, riportandosi indietro sul ciglio della porta e per qualche istante riuscendo e ponendosi appoggiata alla parete adiacente la porta dell’ascensore. Non si vede ciò che succede fuori ma si può percepire comunque la sua presenza per il fatto che si intravede la sua figura in piccola parte. La ragazza inizia a muovere le mani e le braccia in modo incontrollato e innaturale, come se stesse combattendo o affrontando una entità invisibile.
La porta dell’ascensore resta comunque aperta per tutto il tempo che la ragazza si trova sul piano dando così testimonianza degli ultimi momenti di vita di Elisa, la quale sarà ritrovata cadavere all’interno di una cisterna dell’acqua posta sul tetto dell’albergo.

Lam soffriva di disturbo bipolare, fattore che a detta dei medici legali ha contribuito—pur non essendone stata la causa immediata—alla sua morte. La sorella di Lam ha detto al detective del LAPD Wallace Tennelle che Lam prendeva quattro diversi farmaci per tenere sotto controllo la sua condizione: il Wellbutrin (un antidepressivo), il Lamotrigdine (un anticonvulsivante), il Quetiapine (un antiepilettico e uno stabilizzatore dell'umore) e un quarto farmaco di cui non ricordava il nome.

Tra le ipotesi stilate dagli inquirenti che potessero giustificare l’anomalo comportamento della giovane studentessa, si era parlato di uso di droghe o medicine o alcoolici. Ipotesi questa che è stata poi esclusa in sede autoptica. Il Coroner del Dipartimento di LA County, ha stabilito che la causa della morte della studentessa è stata accidentale e causata da annegamento. 

Tuttavia è molto difficile credere all’ipotesi dell’annegamento e del suicidio in quanto l’accesso alla cisterna risulta non proprio agevole. Infatti la zona sul tetto è protetta da un sistema di allarme e il serbatoio dell’acqua è difficile da raggiungere. Come ha fatto Elisa Lam a raggiungere quella zona? Inoltre, come ha fatto a chiudere dietro di se il coperchio del serbatoio dell’acqua?

Articolo di: Pietro Frattini



I vostri commenti

  • ELLE

    20 Agosto 2018

    Uno degli aspetti più inquietanti del caso Elisa Lam è questa bizzarra coincidenza -

    https://www.youtube.com/watch?v=pt8lhNNk9So

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