Il massacro di Hinterkaifeck

Strage di Hinterkaifeck

Hinterkaifeck era una piccola fattoria situata tra Ingolstadt e Schrobenhausen (a circa 70 km a nord di Monaco di Baviera), teatro di uno tra i più sconcertanti omicidi della storia tedesca.
La sera del 31 marzo 1922, i sei abitanti della fattoria furono uccisi con un piccone. Il caso è tuttora irrisolto.
Le sei vittime furono il contadino e proprietario della fattoria Andreas Gruber, 63 anni, sua moglie Cäzilia, 72 anni, la figlia vedova Viktoria Gabriel, 35 anni, i due figli di quest'ultima, Cäzilia, 7 anni, e Josef, 2 anni, e la seconda cameriera della famiglia Maria Baumgartner (44 anni).

Quello che all’apparenza poteva sembrare un vero e proprio idillio, con una famiglia unita che viveva in un luogo meraviglioso e bucolico, in realtà nascondeva terribili segreti. Andreas, il padrone di casa sessantatreenne, era un uomo violento ed autoritario. A casa la sua parola era legge, e non esitava a farsi rispettare utilizzando la cinghia, che troppo spesso si abbatteva sul corpo della moglie.

Una notte la serva della famiglia in seguito a degli strani avvenimenti, decise di licenziarsi. La donna si trovava all’esterno delle sue stanze, nel cortile, quando cominciò a sentire strane voci che mormoravano nell’oscurità. La serva, incuriosita, decise di cercare la fonte di tale rumore. Le voci sembravano provenire dall’attico e, man mano che vi si avvicinava, poteva udirle sempre con maggiore chiarezza, fino a che non iniziò a sentire le inquietanti voci, dal tono cupo e cavernoso, che pronunciavano il suo nome in una sorta di cantilena. La donna fu costretta a fuggire all’interno delle sue stanze quando le voci demoniache cessarono per lasciare posto a rumori assordanti che si propagavano per tutto il cortile. A detta della serva la fattoria era posseduta.
La donna decise di andarsene e a causa della reputazione sinistra che la fattoria Hinterkaifeck si stava facendo passarono dei mesi prima che la famiglia riuscisse ad assumere una nuova donna di servizio.
Naturalmente i Gruber non credettero ad una sola parola proferita dalla serva, neanche quando raccontò di aver visto una strana figura dal capo incappucciato nascondersi nell’ombra. Ma da quel giorno, per i Gruber, le cose cominciarono a precipitare in un vortice di orrore, fino al terrificante epilogo.

A Hinterkaifeck avviene qualcosa di curioso: il pastore Hass trova nel confessionale una busta, che contiene la bellezza di 700 marchi d’oro. Ad accompagnare la cifra c’è un biglietto con un solo nome, che identifica il benefattore: Viktoria Gabriel. Il prete ovviamente è molto felice per il gesto caritatevole, ma una pulce all’orecchio lo spinge a interrogarsi su cosa possa aver spinto quella donna a compiere un gesto così gentile.

Arriviamo così a fine marzo, più precisamente nella notte tra il 29 ed il 30 marzo. Quella notte è particolarmente fredda e tempestosa: nevica molto a Hinterkaifeck, e la mattina successiva il patriarca Andreas fa un giro della proprietà per assicurarsi che la neve non abbia provocato danni… tutto parrebbe in ordine, quando delle orme attirano la sua attenzione. Sono orme grandi, di persona, che si aggirano per tutto il perimetro della fattoria. Andreas le segue. Le orme provengono dalla foresta, aggirano la casa, si fermano davanti a tutte le finestre, quindi tornano verso la foresta e poi, di punto in bianco, spariscono. Così, di punto in bianco. Nessuna orma più. Come se il misterioso visitatore fosse stato calato dall’alto… ma non è possibile, si dice Andreas. Così torna indietro, e va a vedere se, per caso, non sia stato rubato qualcosa.
Così scopre che la serratura del garage è stata forzata. Il garage conduce alla fattoria, ma non alla stalla e al granaio, e difatti le bestie sono ancora lì, ignare di tutto, e nel granaio è tutto in ordine. Ci sono poi altre tracce, che portano alla stanza in cui si trova il generatore di corrente, ma anche qui non è stato rubato niente. Andreas chiede ai vicini se hanno notato qualcosa di strano nottetempo, ma nessuno ha visto, e sentito, niente di strano.
La notte successiva, commprensibilmente, Andreas non riesce a dormire, sta all’erta e ascolta ogni più piccolo rumore. Sente qualcosa di strano prevenire dalla soffitta, e corre di sopra con il fucile sottobraccio, ma in soffitta non c’è nessuno. Allora corre fuori, e cerca ovunque tracce fresche impresse nella neve. Niente. Ci sono solo le sue impronte. Nient’altro. I Gruber sono gli unici abitanti in quella zona…ma allora, chi è che camminava in soffitta, poco prima?
La mattina seguente Andreas torna a investigare, questa volta con l’aiuto della luce del sole, e rimane sconvolto quando trova un giornale semisepolto dalla neve. Nessuno però ha mai chiesto di ricevere un giornale…sua moglie è troppo occupata con la fattoria, sua figlia la aiuta, e i bambini sono troppo piccoli per poter leggere un giornale…chi è che, dunque, ha chiesto di riceverlo? Il postino del paese di Hinterkaifeck non sa nulla, lui non ha effettuato nessuna consegna, e questo fa preoccupare ancor più Andreas.

L’inquietante situazione andò avanti per diverso tempo, fino al 31 maggio del 1922. Quel giorno l’incubo dei Gruber, una famiglia dilaniata dalla violenza di un padre padrone e da quegli stani fenomeni, ebbe fine…con la brutale morte di tutti i suoi componenti.

Il giorno successivo, la maestra di Cäzilia si accorge che la bambina non è regolarmente in classe. Era già successo altre volte che la bambina non fosse presente, pertanto non dà molto peso alla faccenda…anche se il suo sesto senso le dice che qualcosa dev’essere successo.
La sera, il falegname del paese, Michael Plöckl, che si trova a passare lungo la strada nei pressi di Hinterkaifeck, vede una luce da una delle finestre. Nulla di strano, verrebbe da pensare, se non fosse cheper il resto la fattoria è completamente buia. Michael allora pensa che sia stato Andreas a illuminare i passanti per la strada, e si allontana come se nulla fosse successo.
Poi, però, il giorno seguente (è domenica) le – pie – donne Gruber non si presentano in chiesa, e stavolta la cosa non passa inosservata.
Altro tassello del mosaico. Il 3 aprile, il postino passa a consegnare la posta alla fattoria. Ha una lettera per Andreas. Non bussa alla porta della fattoria (non lo fa mai) e posa la lettera sulla finestra della cucina. E è allora che si accorge di un particolare davvero strano: il passeggino del bambino più piccolo non si trova come di consueto in cucina, e, per di più, la porta della cunina è socchiusa.

A terra, ricoperto dal fieno, c’era il cadavere di Andreas. All’interno dell’abitazione i corpi della moglie, di Victoria e della figlioletta Cäzilia giacevano, ricoperti da alcuni vestiti, in una pozza di sangue. La serva appena assunta si trovava all’interno delle sue stanze. Il suo corpo era stato brutalmente martoriato ed erano evidenti segni di tortura.

Il minore dei figli di Viktoria, Joseph di soli due anni, fu ritrovato all’interno della sua culla, senza vita e con numerose ferite insanguinate sparse per il suo piccolo corpo. In quella fattoria si era consumato un vero e proprio
massacro. Il sangue imbrattava le pareti ed il pavimento dell’abitazione.
Le indagini della polizia rivelarono che tutti i componenti della famiglia erano morti a causa di violente picconate sulla testa.
Inoltre, per qualche oscuro motivo, da tutti i corpi era stata asportata una ciocca di capelli. Si stabilì che i decessi erano avvenuti venerdì 31 maggio ma, stranamente, i vicini affermarono con certezza che avevano visto del fumo fuoriuscire dal camino dell’abitazione fino alla domenica sera.

Quel che è certo, è che le vittime vengono tutte attirate nella stalla e quindi nella stanza del generatore, e uccise, una dopo l’altra. La prima è stata la padrona di casa, Cäzilia, seguita da Andreas, Viktoria e dalla piccola Cäzilia. Lo dimostrerebbe il fatto che i corpi delle 4 vittime sono stati rinvenuti uno sopra l’altro. In una mano della piccola sono state ritrovate ciocche dei suoi capelli, e sembrerebbe quasi che la bambina se le sia strappate da sola…ma perchè? Poi, l’assassino è entrato in casa, ha ucciso la cameriera Maria e per ultimo il più piccolo, Josef. Come se non bastasse, pur avendo 6 cadaveri a poca distanza da lui, l’assassino è rimasto nella fattoria per tre giorni dopo l’omicidio, mangiando e bevendo, dormendo perfino nel letto delle vittime, scaldandosi al fuoco e addirittura mungendo le mucche nella stalla, a poca distanza dai corpi delle sue vittime. E si è comportato quasi da padrone di casa, facendosi beffe di chiunque si trovasse nelle vicinanze, anche di Albert Hofner, che era arrivato a Hinterkaifeck per riparare il trattore: l’uomo infatti aveva visto udito il cane abbaiare all’interno della casa, e poi l’aveva trovato legato all’esterno…
Ci sono diversi sospettati, per lo sterminio di Hinterkaifeck. Il più importante è Lorenz Schlittenbauer, che per anni ha avuto una relazione con Viktoria Gabriel, lasciandola incinta di Josef. Lorenz voleva sposare Viktoria, ma il padre di lei si è sempre opposto all’unione. Potrebbe quindi trattarsi di un delitto scaturito dall’atteggiamento di Andreas? Ma questo non spiega il motivo per cui siano stati uccisi anche Viktoria e lo stesso piccolo.
Un altro sospettato è Karl Gabriel, marito di Viktoria, che si pensava fosse morto durante la Prima Guerra Mondiale. Tuttavia il suo corpo non è mai stato trovato. Avrebbe quindi potuto tornare a Hinterkaifeck, e saputo del tradimento della moglie, potrebbe aver deciso di sterminare l’intera famiglia. Ma non ci sono prove che Karl sia sopravvissuto alla Grande Guerra.
Altro sospettato è il soldato Fritz Negendank, della Legione Straniera, amico di Karl Gabriel, che sembra conoscere molto bene Hinterkaifeck, nonostante non sia di quelle parti… però a Karl manca un movente per sterminare una famiglia che non conosce, e viene scagionato.
Possibile assassino viene indicato in Josef Bartl, malato di mente che pochi anni prima aveva rapinato una famiglia, a poca distanza da Hinterkaifeck. Fuggito da un ospedale psichiatrico, Josef avrebbe potuto nascondersi in casa Gruber e quindi assassinare l’intera famiglia. Josef però non viene rintracciato, e di nuovo il caso si arena.
Resta però la pista della rapina: la fattoria è abbastanza ricca, ha molto terreno e buone rendite, e dalle indagine emerge che, dopo la strage, in casa ci sono pochissime banconote: forse la maggior parte è stata sottratta proprio dal malvivente.
Inoltre, la notte prima di morire, Andreas nel suo giro di perlustrazione aveva trovato una serratura manomessa, segno che forse qualcuno ha tentato di penetrare nella fattoria per rubare… E poi, come faceva la moglie di Andreas ad avere tutti quei soldi, gli stessi che poi dona al parroco? Da dove vengono quei soldi? Cosa ha portato quell’improvvisa fortuna ai Gruber? E perchè Cazilla se n’è voluta sbarazzare in fretta e in furia? Qualcuno ha saputo di quella donazione?

Finalmente si arriva a incriminare qualcuno: si tratta di due fabbricanti di ceste in vimini, Paul e Ludwing Blunder, che più di qualcuno ha visto aggirarsi furtivi nei pressi della fattoria, nei giorni successivi alla strage. Proprio il giorno in cui il massacro viene scoperto, avviene una rapina a Pobenhausen, poco distante dalla fattoria, e Ludwing viene accusato. Si pensa quindi che i due fratelli possano aver ucciso i Gruber ed essere scappati a Pobenhausen… Non ci sono però prove a loro carico.

Così il caso del massacro di Hinterkaifeck resta senza movente ed esecutore.
La fattoria Gruber viene demolita, per ordine del tribunale, nel 1923.
Al suo posto è stata eretta una lapide, che commemora uno dei fatti più sanguinosi della Germania, rimasti, purtroppo, insoluti.

Nel 2007 gli studenti dell'Accademia di polizia di Fürstenfeldbruck riaprirono le indagini sulla vicenda sperando di riuscire a risolverla servendosi della più moderne tecniche di indagini. Essi giunsero alla conclusione che era impossibile risolvere il caso perché era passato troppo tempo da quando esso era avvenuto e perché, secondo loro, le vecchie indagini erano state condotte male. A detta loro, gli studenti avrebbero scoperto un sospetto principale per il crimine ma non hanno voluto rivelare chi fosse per rispetto dei suoi familiari ancora in vita.

Articolo di: Pietro Frattini



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