Il libero arbitrio di Michelangelo

Il libero arbitrio di Michelangelo

Quando, nel 1512, Michelangelo completò finalmente l'affresco del soffitto della cappella Sistina, che è considerata una delle opere più famose nella storia dell'arte, i cardinali responsabili della cura delle opere rimasero per ore a guardare e ammirare il magnifico affresco. Dopo l'analisi, si sono incontrati con il maestro delle arti, Michelangelo e, senza vergogna, hanno sparato: rifaccia!

Lo scontento, ovviamente, non era per l'intero lavoro, ma per un dettaglio, apparentemente non importante. Michelangelo aveva disegnato il pannello della creazione dell'uomo con le dita di Dio e di Adamo, toccandosi. I cardinali chiesero che non vi fosse alcun tocco, ma che le dita di entrambi fossero tenute separate e di più: che il dito di Dio fosse sempre teso al massimo, ma che il dito di Adamo, facesse contrarre l'ultima falange.

Un dettaglio semplice ma con un significato sorprendente: Dio è lì, ma la decisione di cercarlo dipende dall'uomo. Se vuole, allungherà il dito, lo toccherà, ma non volendo, può passare una vita senza cercarlo. L'ultima falange del dito di Adamo contratto rappresenta quindi il libero arbitrio.

Articolo di: Filippa Marinetti



I vostri commenti

  • victorloved

    28 Agosto 2020

    Ciao!
    Articolo interessante però ho una curiosità a riguardo: è una tua personale interpretazione dell’ opera, oppure è il riassunto di qualche fonte attendibile?
    Nel caso fosse la seconda, potresti citare le fonti? Grazie :)

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