Dormire in piedi, i Poveri di Epoca Vittoriana

Dormire in piedi, i Poveri di Epoca Vittoriana

In italiano l’espressione “Dormire in Piedi” significa che si ha tanto sonno da essere sempre distratti e inattivi, un modo figurato per accusare qualcuno di essere tonto, o sciocco. In inglese si dice “dormire su una corda da bucato – sleep on a clothesline”, per indicare qualcuno che ha tanto sonno che potrebbe dormire addirittura appeso a una corda del bucato, ma l’espressione potrebbe essere una corrispondenza dell’espressione italiana, ma descrivere una pratica ben precisa degli slums di Londra (e non solo), i bassifondi della capitale inglese divenuti celebri durante l’epoca vittoriana.

George Orwell, nel suo primo romanzo “Senza un soldo a Parigi e Londra”, del 1933, racconta che “c’è un locale chiamato “The Twopenny Hangover”, in cui gli inquilini siedono in fila su una panchina; c’è una corda davanti a loro, e si appoggiano su questa come se si sporgessero da un recinto. Un uomo, chiamato “il valletto”, taglia la corda alle cinque del mattino. Io non ci sono mai stato, ma Bozo era stato lì spesso. Gli chiesi se qualcuno potesse dormire in una posizione simile, e lui affermò che era più comodo di quanto sembrasse – in ogni caso, meglio del pavimento nudo. Ci sono rifugi simili a Parigi, ma il prezzo è di solo venticinque centesimi (mezzo penny) invece di due penny”.

La necessità di trovare una casa in cui dormire non era solo pratica ma anche legale. I parchi erano chiusi di notte ed era severamente proibito dormire per strada, pena l’accusa di accattonaggio. In diverse fotografie (di London in particolare ne il Popolo degli Abissi) si osservano dei poliziotti che sgombrano dei marciapiedi o le panchine dei parchi durante la notte.

Date le fotografie, i modi di dire e le testimonianze nella cultura inglese è facile che, durante l’Epoca Vittoriana con una Londra sovrappopolata e con l’impossibilità di dormire per strada, i più poveri in cerca di riparo dal freddo notturno accettassero di dormire “On a clothesline – sulla corda da bucato”, pur di non rimanere fuori all’addiaccio o alla mercé dei poliziotti.

 

 

Articolo di: Filippa Marinetti



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