Maria, la madre di tutti i popoli

Maria, la madre di tutti i popoli

Il mese di maggio è detto mariano in quanto dedicato alla devozione di Maria, una figura eccezionale e sempre più considerata via e ponte tra i popoli, soprattutto tra cristiani e musulmani, che vedono in lei un faro e un modello di fede autentico ed esemplare.

La sua straordinarietà è riscontrata nel Corano: il nome di Maria appare ben trentaquattro volte nel libro sacro dell’islam, più di quante non appaia nel Vangelo.

Maria è sublime. È il fiore mistico: Anbataha nabatan hasana. È vergine, santa, libera, in dialogo con gli angeli, devota, sapiente, modello per tutti gli uomini di tutte le fedi, recipiente del Verbo di Dio, l’eletta unica del Signore, esempio eccellente.

Maria è l’amata del Corano. Nessun’altra donna è nominata col proprio nome nell’intero testo. Lei è la grande via del dialogo, dell’incontro e della fratellanza spirituale tra cristiani e musulmani. «O Maria, in verità Dio ti ha prescelta e t’ha purificata e t’ha eletta su tutte le donne dei mondi» (Corano 3, 42).

Maria è la madre di Gesù Cristo: Isa Massih, il Messia, colui che nel Corano è Verbo di Dio, un Suo Spirito, Benedetto dovunque sia, il prossimo a Dio Muqarrab, Servo di Dio, il profeta di Dio, Colui che fa miracoli, dà la vista ai ciechi, crea dalla forma di un uccello, un uccello vivo con il suo soffio vivificante. Risuscita i morti, è Colui che dopo la misteriosa morte viene innalzato presso Dio, inni mutawaffika wa rafi’uka ilayya; Gesù nel Corano quasi sempre viene presentato come il frutto del seno di Maria, frutto del fiore mistico, dell’amata di Dio. Isa ibni Maryam: Gesù figlio di Maria.

Maria è un modello da seguire, per i musulmani, i cristiani e tutti coloro che cercano un esempio perfetto di fede e di verità (Corano 66, 12).

 

Cristiani, musulmani: forse sarebbe tempo, di usare la parola noi, noi credenti in Dio, creatore dei cieli e della terra, un noi di persone, che amando Dio cercano di servirLo nei loro prossimi umani.

Quale è la via di Dio? E cosa chiede radicalmente il profeta Mohammad nel Corano?

Due versetti paralleli ce lo spiegano:

I. «Io non vi chiedo nient’altro come ricompensa, tranne una cosa sola: Amore verso il prossimo»(Corano 42, 23).

II. «Io non vi chiedo nient’altro come ricompensa, ma solo qualcuno che voglia scegliere la Via del Signore» (Corano 25, 57).

Allora, la via del Signore è: amare il prossimo.

In questo mese mariano, mandare dei raggi di speranza, e di riconoscenza reciproca, verso un mondo che soffre di divisioni, indifferenza, ingiustizia e terribili guerre sarebbe un autentico atto mariano.

Avendo in Maria un modello comune, potrebbe forse l’Italia, come già ha fatto il Libano, scegliere il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, come la giornata della fratellanza tra cristiani e musulmani?

Il Papa disse:«L’unica alternativa all’incontro tra le civiltà è lo scontro tra le inciviltà». Che il mese di maggio e i suoi fiori primaverili inondino le nostre menti del profumo della sapienza mariana, accogliente e universale.

di Shahrzad Houshmand Zadeh

http://www.osservatoreromano.va/it/news/maria-nel-corano

Articolo di: Filippa Marinetti



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