Perché la giornata contro la violenza sulle donne si celebra il 25 Novembre?

Perché la giornata contro la violenza sulle donne si celebra il 25 Novembre?

Il 17 dicembre 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dichiararò ufficialmente il 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne. Una data non casuale, che coincide con l’omicidio delle sorelle Mirabal. 

Il dittatore Trujillo, non solo controllava la Repubblica Dominicana attraverso numerosissimi agenti segreti e una fitta rete di spionaggio, ma era solito mandare i propri uomini alla ricerca di giovani donne – in particolare nelle campagne del Paese – per rapirle e stuprarle. 

Trujillo costringeva le famiglie delle donne a partecipare a balli e a feste, avvicinando così le sue “prede” e tentando successivamente di abusare di loro. Nel mirino del dittatore finì anche una delle tre “farfalle”, Minerva Mirabal che durante un ballo rifiutò le avances del dittatore, schiaffeggiandolo in pubblico a causa della sua insistenza.

Questo gesto scatenò l’ira di Trujillo ed ebbe continue ripercussioni sulla vita privata e professionale di Minerva Mirabal. Il padre della donna venne imprigionato e sottoposto a sevizie di diversa natura e morì poco dopo esser stato rilasciato. 

Minerva Mirabal, invece, venne tenuta ostaggio assieme alla madre in un albergo di Santo Domingo. Le due donne sarebbero state rilasciate solo se la giovane donna avesse avuto un rapporto sessuale con il dittatore. Ciò non avvenne, perché le due donne riuscirono a fuggire. 

Minerva, inoltre, venne esclusa dalle lezioni universitarie sino a quando non fu obbligata a tenere un discorso di elogio pubblico nei confronti del dittatore. Ma anche dopo la laurea con il massimo dei voti, il governo di Trujillo le negò l’abilitazione per esercitare la propria professione.

Una continua persecuzione che convinse anche le sorelle Patria e Maria Teresa e i rispettivi mariti a diventare attivisti contro il dittatore della Repubblica Dominicana. Tutti si trasformarono in veri e propri “guerriglieri” anti-dittatoriali, che si riunirono nel gruppo politico clandestino denominato “Movimento 14 giugno”.

La situazione precipitò quando emerse che il presunto obiettivo del gruppo era quello di assassinare il dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Le tre donne vennero immediatamente imprigionate, assieme ai loro mariti. Successivamente, a causa delle pressioni della comunità internazionale e della Chiesa Cattolica, le tre donne vennero rilasciate. 

I loro mariti vennero trasferiti in una prigione remota, dispersa tra le montagne della Repubblica Dominicana, nella fortezza di Puerto Plata. E fu allora che Trujillo, la cui dittatura stava iniziando a vacillare, decise di dare l’ordine di uccidere le tre donne, ritenendole colpevoli della progressiva perdita del suo potere.

L’omicidio avvenne durante il viaggio organizzato dalla polizia segreta di Trujillo per permettere alle tre sorelle Mirabal di incontrare i loro mariti imprigionati. Le tre “farfalle” erano consapevoli del fatto che quel viaggio le avrebbe condotte alla morte, ma decisero di partire comunque.

La jeep su cui viaggiavano fu oggetto di un’imboscata da parte dei servizi segreti del regime di Trujillo. Le donne furono scaraventate fuori dall’auto, percosse, violentate e poi gettate da una scogliera, nel tentativo di far sembrare la loro morte un incidente. 

Ma nessuno credette a quella versione e fu così che l’omicidio delle tre sorelle Mirabal catalizzò l’attenzione internazionale e locale contro il sanguinoso regime dittatoriale di Rafael Leonidas Trujillo, che venne assassinato dai capi militari della Repubblica Dominicana, il 30 maggio dell’anno successivo, ponendo fine al regime dittatoriale della Repubblica Dominicana. 

La quarta sorella Mirabal, Bélgica Adela (Dedé), non era con le tre sorelle il giorno in cui vennero assassinate. Dedé Mirabal trascorse la sua vita a testimoniare la violenza del regime di Trujillo, le persecuzioni di cui fu vittima la sua famiglia e, fino alla morte nel 2014, a preservare la memoria delle sorelle, nel nome della resistenza popolare e dell’emancipazione delle donne.

Articolo di: Valentina Rossi



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