Erasmo da Rotterdam, la guerra piace a chi non la conosce

La guerra piace a chi non la conosce. Commentando questo principio classico, enunciato da Vegezio nell’Arte militare, ma anche da Pindaro, Erasmo da Rotterdam scrisse uno degli adagia più vibranti della sua imponente raccolta sulla saggezza antica contro le tante guerre che insanguinavano Europa e Mediterraneo.

Il grande umanista smonta innanzitutto il principio della guerra giusta, o santa, in nome di Dio, perché il suo agnello Gesù ha predicato tutt’altro rispetto ai papi bellicosi e ai sovrani smaniosi di crociate. Ma anche i conflitti mossi per ambizioni regali, per successioni dinastiche, o per ridisegnare confini sono una sciagura.

Erasmo scrive un’utopia di pace molto moderna, in contrasto con i suoi tempi e diametralmente opposta al pragmatismo cinico di Machiavelli, che giustificava gli interventi del principe audace padrone della fortuna.

Le guerre, spiegava l’olandese, risultano sempre rovinose perché impoveriscono le nazioni, aumentano le tasse, soffocano l’economia, falcidiano le popolazioni. Senza contare il dolore e il sangue che seminano.

Articolo di: Antonio Schivardi



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