L’inferno in terra, il carcere di Gitarama

L’inferno in terra, il carcere di Gitarama

La prigione di Gitarama è a circa 37 miglia a sud-est della capitale Kigali. Alti muri circondano il carcere dove i reclusi sono liberi di muoversi senza celle e avere i loro effetti personali, la prigione è nota come l'inferno in terra.

È stata progettata per contenere all'incirca 600 - 700 detenuti, ma ne ospita oltre 5.000, il commissario Onu la descriverà così: “La massa umana dei prigionieri è così fitta che è stato impossibile circolare all’interno della prigione”.

Nel 1995 i giornalisti Rai Marcella De Palma e Beppe Vitale, furono i primi e unici a entrare nelle carceri di Gitarama dove erano detenute centinaia di persone accusate di genocidio. 

I detenuti sono uomini del gruppo etnico hutu, accusato del massacro, tra Hutu e Tutsi nel 1994, che ha causato la morte di un milione di persone.

La prigione arrivò ad ospitare oltre 7000 detenuti e non c'era spazio per sdraiarsi o dormire se non a turno nelle uniche due grandi stanze che permettono loro di ripararsi dal maltempo.

Nel 1995 la Caritas italiana, parte della Conferenza episcopale italiana, estese il cortile della prigione in modo che questi uomini potessero vivere in una condizione "più umana".

I dati del Primo Soccorso, fondato dalla Caritas, hanno denunciato circa 20 morti al giorno tra uccisione delle guardie per “tentativi di fuga”, malattie virali come AIDS e lotte tra detenuti.

Amnesty International denuncia da anni le violazione dei diritti umani per portare alla chiusura del carcere.

Articolo di: Antonio Schivardi



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