Sante Zannaro, un erore dimenticato che salvò 92 bambini

Sante Zannaro, un erore dimenticato che salvò 92 bambini

Il 10 ottobre 1956 i fratelli polesani Egidio e Arturo Santato (quest'ultimo da poco dimesso da un manicomio giudiziario) sequestrarono novantadue bambini e tre maestre della scuola elementare di Terrazzano, frazione di Rho, chiedendo come riscatto la cifra di duecento milioni di lire. Dopo sei ore una delle insegnanti tentò di disarmare uno dei malviventi e il trambusto che ne seguì allarmò la folla e la polizia, che si erano raccolte attorno alla scuola, spingendo gli agenti ad agire.

Furono sei ore di panico e non solo tra i bambini sequestrati ma anche tra la folla che numerosa accorse mentre le forze dell’ordine in gran numero di uomini e mezzi circondarono l’edificio scolastico. “Vogliamo i soldi e anche un’auto munita di giubbotti antiproiettile di fabbricazione americana” gridava il folle Arturo Santato minacciando di morte il povero bambino mentre una coraggiosa maestra tentava di disarmare Egidio vittima della pazzia prevaricatrice del fratello. Grande fu l’indecisione tra carabinieri e polizia contrastati tra il trattare o l’agire con la forza.

Anche Sante Zennaro volle intervenire e, assieme all'investigatore Tom Ponzi, raggiunse il luogo del sequestro entrando da una finestra tramite una scala a pioli e riuscirono così a disarmare i malviventi senza spargimento di sangue. Quando Zennaro si affacciò sul portone della scuola per annunciare che i due sequestratori si erano arresi, le forze dell'ordine spararono uccidendolo sul colpo. Zennaro rimase vittima dei proiettili che lo colpirono per errore. In un primo momento la dinamica dell'accaduto fu poco chiara e sembrò che le stesse forze dell'ordine avessero tentato di manomettere la scena della tragedia per incolpare i criminali dell'accaduto.

Nella motivazione della medaglia d’oro conferita al giovane operaio Zennaro è scritto “Con eroico spirito altruistico e sublime sprezzo del pericolo, si introduceva per primo disarmato in un’aula scolastica, in cui due folli fortemente armati si erano barricati, minacciando di uccidere o di accecare un centinaio di scolari e tre maestre, da essi legati e trattenuti in ostaggio. Nel nobile generoso tentativo di affrontare i criminali, restava colpito a morte, impedendo con il sacrificio della propria vita, l’attuazione di una strage.— Terrazzano (MI), 10 ottobre 1956”

Articolo di: Antonio Schivardi



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