benaltrismo /be·nal·tri·smo/

benaltrismo /be·nal·tri·?mo/

benaltrismo
[ben-al-trì-smo]

Tendenza a rimandare pretestuosamente la spiegazione di problemi contingenti a fumose cause di carattere più generale

Il termine indica un'affermazione formulata nel mezzo o alla conclusione di una discussione, in opposizione sia all'individuazione di un problema sia di una soluzione allo stesso, sostenendo che i problemi sono ben altri.

In questo modo l'autore si sottrae a ogni valutazione oggettiva delle posizioni e soluzioni altrui, pronunciando de facto un giudizio di inutilità su ogni risultato raggiunto nel campo, come sulla legittimità della discussione, rimandando sine die la questione.

Si possono trovare esempi nei campi più disparati del dibattito politico, scientifico e sociale. Il risultato finale è che, il problema messo in gioco (spesso di valore assoluto come la fame nel mondo, terremoti, bambini in guerra etc.) anche se non ha nessun legame con il problema in discussione (missioni nello spazio, migranti, disoccupazione etc.), ne annulla completamente l’analisi nel merito poiché lo scopo stesso del benaltrismo è proprio il non affrontare il problema in quanto tale.

La conseguenza è che su menti non preparate questo comportamento invece di irritare in quanto incoerente e senza significato preciso, attira facili consensi.

Articolo di: Antonio Schivardi



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