Grazia Deledda vince il premio Nobel per la letteratura

Grazia Deledda vince il premio Nobel per la letteratura

Correva l’anno 1927 quando Grazia Deledda, la celebre scrittrice sarda originaria di Nuoro, ricevette il più ambito riconoscimento letterario.

Sebbene il premio le sia stato consegnato nel 1927, quello conferitole era relativo al 1926, perché proprio nel 1926 l’Accademia Svedese decise di non attribuire alcun Nobel per la Letteratura.

Grazia Deledda fu candidata per molti anni al Nobel, la prima volta nel 1913, su segnalazione di Luigi Luzzati, giurista ed economista che fu anche presidente del Consiglio dei ministri, ma anche di Ferdinando Martini, docente di letteratura italiana alla Normale di Pisa, accademico della Crusca e parlamentare di lungo corso.

Luzzati e Martini riproporanno la candidatura di Grazia Deledda a più riprese, quasi alternadosi, per altre due volte ciascuno, sino al 1918. Nel frattempo, infatti, a partire dal 1914, agli illustri sponsor italiani della scrittrice nuorese si aggiunse il barone Carl Bildt, membro dell’Accademia di Svezia, a conferma dell’interesse internazionale che già circondava l’autrice a partire dai primissimi anni del ’900. Bildt, che era un diplomatico e fu a lungo ambasciatore svedese a Roma, sponsorizzò la candidatura di Grazia Deledda per ben nove anni, sino al 1924.

Ma il 10 novembre 1927 è Grazia Deledda a ricevere l’annuncio ufficiale e il giorno seguente la notizia era già sui giornali nazionali ed internazionali. Lei che, dopo il matrimonio nel 1900 si era trasferita a Roma con il marito Palmiro Madesani – alto funzionario del Ministero della Guerra – dal quale aveva avuto due figli Franz e Sardus, accolse la notizia con l’umiltà e la semplicità che la contraddistinguevano. In un’intervista al Messaggero rivelò: “Da qualche giorno non ho più requie. Sono letteralmente assediata da giornalisti italiani e stranieri, da lettere […] e a complicare le cose si sono messi anche i fotografi, non so come difendermi. […] Sì, mi fa molto piacere, oltre che per me, per l’Italia e la Sardegna. […] Continuerò a lavorare come prima. Nulla sarà mutato”.

Il 15 novembre anche Benito Mussolini volle incontrarla per congratularsi personalmente con lei e in quella occasione le offrì in dono una fotografia con sua dedica.

Articolo di: Filippa Marinetti



Personaggi citati nell'articolo

Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento