Il mondo andava indietro di 10 giorni, l’introduzione dell’anno bisestile

Il mondo andava indietro di 10 giorni, l’introduzione dell’anno bisestile

Il calendario gregoriano, quello attualmente in uso nella maggior parte dei Paesi del mondo, entrato in vigore con la bolla papale “Inter Gravissimas”, deve il suo nome al papa Gregorio XIII, che lo introdusse ,nel 1582, come revisione di quello precedentemente in vigore, il calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare a partire dalle Calende di Januarius del 709 ab Urbe condita (45 a. C.), che a sua volta riprendeva e modificava il calendario egizio. 

Si trattava del risultato finale di una serie di correzioni attuate nel corso dei secoli, doverose per via delle sfasature e delle anomalie che alteravano quel rapporto tra religione e astronomia stabilito dal Concilio di Nicea del 325. 

Per riformare il calendario giuliano e ripristinare l’accordo tra la data della Pasqua e i dettami del Concilio di Nicea, papa Gregorio XIII nominò una commissione di esperti che utilizzavano per le correzioni le misurazioni dell’astronomo Niccolò Copernico. 

Il risultato delle modifiche fu un drastico ed immediato rifasamento della data rispetto alla situazione astronomica, saltando di colpo 10 giorni di calendario (nell’anno 1582 si passò dal giovedì 5 ottobre direttamente al venerdì 16 ottobre) e venne rivista la regola dei giorni bisestili per evitare che lo slittamento della data tornasse a verificarsi nel futuro, stabilendo che fossero bisestili gli anni divisibili per 4 e che degli anni terminanti con 2 zeri fossero bisestili solo quelli divisibili per 400.

Il primo a introdurre nel calendario un giorno di "bonus" ogni 4 anni fu Giulio Cesare nel 46 a.C.: le 24 ore aggiuntive cadevano, per i Romani, prima delle calende di marzo (il 24 febbraio). Questo giorno era chiamato "bis sexto kalendas Martias" (da qui il nome "bisestile"). Successivamente, quando si cominciò a contare i giorni del mese dal primo e con numeri progressivi, il giorno extra divenne il 29 febbraio.

Secondo una tradizione di origini anglosassoni, il 29 febbraio è lecito che siano le donne a chiedere la mano del fidanzato (e non viceversa).

Articolo di: Filippa Marinetti



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