Verona salvata dalla piena dell’Adige grazie a un’opera che risale al 1937

Verona salvata dalla piena dell’Adige grazie a un’opera che risale al 1937

La città più amata da Shakesperare, Verona, è stata «salvata» dalla piena dell’Adige che ha rischiato di travolgerla la notte del 29 ottobre 2018 solo grazie a una ingegnosa e poco conosciuta opera idraulica il cui inizio risale ai tempi del fascismo, al 1937.

Si tratta della galleria Adige-Garda che collega il fiume da Mori (Trento) a Torbole sul lato trentino del Garda. Una magnifica galleria, lunga quasi 10 chilometri, in partica uno scolmatore artificiale, il cui scavo iniziò nel 1937 e fu terminato nel 1959, permettendo di mettere in comunicazione il fiume Adige con il lago di Garda.

Quando viene aperta, in rarissimi casi, consente all’Adige di ridurre il suo violento impatto sulla bella Verona.

L’improvviso ingresso delle acque dell’Adige, che sono notevolmente più fredde e limacciose di quelle del lago, provoca un considerevole shock termico e un non trascurabile peggioramento dell’habitat dei pesci. Per tali motivi la galleria viene usata raramente ed esclusivamente in occasione di situazioni di rischio di inondazioni nel bacino atesino.

Articolo di: Pietro Frattini



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