L’invenzione del cono gelato

L’invenzione del cono gelato

Il gelato era stato servito su piatti o dentro ai bicchieri per tantissimi anni, fino a quando, il 13 dicembre 1903, l’italiano Italo Marchioni, originario del Cadore ed emigrato negli Stati Uniti, ricevette il brevetto n. 746971 per l’invenzione del cono gelato, che aveva venduto sin dal 1896.

L’idea sarebbe nata casualmente, per uno stato di necessità: Marchioni, infatti, era solito servire i suoi gelati in bicchieri di vetro, che spesso però non gli venivano restituiti oppure si rompevano. Per evitare questa perdita di capitale, seppur minima, Marchioni pensò quindi di servire i suoi gelati in una cono fatto con una cialda morbida.

A St. Louis, tuttavia, nacque per caso il cono che conosciamo noi, durante l’esposizione del 1904 a essere presentato non fu il cono gelato di Marchioni, ma quello di un pasticcere siriano, tale Enrst Hamwi, che stava vendendo “zalabia”, una pasta croccante e gocciolante di sciroppo cotta in una pressa bollente per wafer, andò in soccorso di un vicino venditore di gelati che era sul punto di terminare i piatti sui quali serviva i suoi gelati. Hamwi gli fornì lo“zalabia”, che aveva arrotolato ancora caldo a forma di cono, in modo che potesse contenere il gelato.

A ogni modo, dopo la fiera di St. Louis il cono gelato divenne incredibilmente popolare, e già nel 1928 aveva dato vita a un’industria che produceva circa 250 milioni di coni gelato in tutti gli Stati Uniti.

Articolo di: Il Memoriale



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