Ammirazione per i nostri vigili del fuoco che definisce fra i più bravi al mondo

Ammirazione per i nostri vigili del fuoco che definisce fra i più bravi al mondo

«Non t’azzardare a chiamarmi Bob, lo detesto Bob: al massimo Robert, meglio Roberto». Sarà che davvero gli sono entrati nel cuore i nostri vigili del fuoco, suoi colleghi, immersi nell’orrore del 24 agosto: «Hanno portato via dalle macerie 215 persone vive! Capisci che cosa significa? Sono i più bravi del mondo».

Fatto sta che Robert-Roberto Triozzi, newyorkese di nascita, già tenente del FDNY (Fire Department di Harrison a New York) ed ex comandante VVF delle Nazioni Unite.

Triozzi oggi è a capo del Fire Rescue Development Program, ong da lui stesso fondato nel 2001. Coordina una squadra definita come “la legione straniera dei vigili del fuoco”; composta da personale scelto proveniente da 14 nazioni, è chiamata a intervenire per addestrare i vigili del fuoco delle zone più calde del mondo: dal Montenegro a Dubai, dal Libano all’Iraq.

Capo dei pompieri a Sarajevo, supporta con la sua squadra il personale locale durante gli incendi causati dai bombardamenti. Negli anni successivi lavora con il programma alimentare delle Nazioni Unite e presta servizio in Angola, Indonesia e Tanzania; il suo compito è addestrare il personale in particolare per gli interventi all’interno dei grattacieli. 

Dal 1999 al 2001 è nei Balcani come responsabile di tutti i corpi antincendio Kosovari, riesce perfino ad organizzare, addestrare e far collaborare, squadre miste composte da Serbi e Albanesi.

Con l’Italia Triozzi ha un rapporto stretto e consolidato: i nonni abruzzesi, dichiarerà più volte di sentirsi Italiano, l’assidua frequentazione del nostro paese e la stima più volte chiaramente espressa per i nostri vigili del Fuoco. 

Ed è proprio Robert Triozzi ad arrivare ad Amatrice nel settembre 2016, incaricato di coordinare la logistica per l’allestimento del campo degli sfollati di Scai.

Ha parole di apprezzamento per la nostra Protezione Civile, di ammirazione per i nostri vigili del fuoco che definisce fra i più bravi al mondo. 

Fanno riflettere le sue dichiarazioni quando precisa i numeri sottodimensionati di questo corpo in Italia rispetto alla media degli altri paesi Europei: «I pompieri italiani sono pochissimi, appena trentamila su tutto il territorio, che significa 7.500 per turno dalle Alpi alla Sicilia, quando solo a Parigi ce ne sono in servizio 1.800 per turno. Nonostante questo, gli italiani fanno un lavoro straordinario».

Peccato, dice, che siamo così esterofili. «Parlate tanto di Giappone! Ma a Kobe, nel terremoto del ‘95, tra le prime costruzioni a crollare ci fu la caserma dei vigili del fuoco... A Fukushima i miei uomini dormivano in macchina perché non c’erano strutture, quando nel terremoto d’Abruzzo avevamo pasti caldi e organizzazione efficace a Coppito.

Molti Paesi non sono organizzati come l’Italia, compreso il Giappone di cui tanto blaterate!».

Il vero nemico? «Noi stessi, sì, noi italiani, mi sento italiano, io. Siamo troppo critici con noi stessi, coltiviamo l’idea che non funziona mai niente. Non è vero. Bertolaso, per dire, ha i suoi difetti, ma è un grande coordinatore per le emergenze».

Articolo di: Filippa Marinetti



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