La mafia uccide il giudice Rocco Chinnici il padre del pool antimafia

La mafia uccide il giudice Rocco Chinniciil padre del pool antimafia

Rocco Chinnici fu ucciso il 29 luglio 1983 con una Fiat 126 verde imbottita con 75 kg di esplosivo parcheggiata davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico a Palermo, all'età di cinquantotto anni.

La cosa peggiore che possa accadere, e’ essere ucciso. Io non ho paura della morte… e so benissimo che possono colpirmi in ogni momento” .

Suonano come una premonizione le parole del giudice Rocco Chinnici, nel giorno in cui ricorre la sua morte. Aveva 58 anni quando esplode un autobomba,  una Fiat 127, parcheggiata davanti alla sua abitazione in via Federico Pipitone a Palermo.

Con Chinnici muoiono il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. L'unico superstite fu Giovanni Paparcuri, l'autista. Ad accorrere fra i primi furono due dei suoi figli, ancora ragazzi.

Ad azionare il detonatore è il killer mafioso Pino Greco e il sicario della mafia Antonino Madonia.

Si spegne così , il padre fondatore del pool antimafia, di cui facevano parte Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuseppe Di Lello.

Articolo di: Antonio Schivardi



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