Il più grande disastro aereo della storia

Il più grande disastro aereo della storia

All’aeroporto di Las Palmas nel primo pomeriggio del 27 marzo 1977 scoppia un ordigno che ferisce 8 persone.

Le forze dell’ordine decidono di chiudere l’aeroporto e di dirottare gli aerei in arrivo a Tenerife, aeroporto Los Rodeos un aeroporto piccolo, mal attrezzato a gestire l’arrivo di aerei di grosse dimensioni.

Iniziano le operazioni di rifornimento degli aerei e il volo KLM ottiene l’autorizzazione al decollo e si avvia al rullaggio verso la pista di decollo insieme al volo Pan Am.

La nebbia è diventata talmente fitta da impedire ai due aerei di vedersi tra loro. L’aeroporto è sprovvisto di un radar da terra, per cui per conoscere l’esatta posizione dei due aerei si deve ricorrere alla comunicazione audio da parte degli aerei stessi.

Quando il KLM (che ha la precedenza al decollo) è ormai pronto per partire, il Pan Am (che gli stava dietro) è tuttavia ancora al centro della pista alla ricerca della via d’uscita laterale che non riesce a trovare causa nebbia. I due aerei non si vedono.

Il pilota del KLM fraintende il via libera della torre di controllo e mette i motori al massimo, e non dà retta al collega in cabina che nutre seri dubbi sul fatto che siano stati realmente autorizzati al decollo e che la pista sia libera.

Il pilota del Pan Am si accorge che il KLM sta per centrarli in pieno e tenta disperatamente di togliersi dalla pista.

L’enorme schianto non viene neppure visto dalla torre di controllo a causa della nebbia. Ad accorgersi del fuoco sulla pista è il capitano di un aereo della Sterling Airlines che era in attesa dell’autorizzazione ad atterrare. E’ lui ad avvisare la torre di controllo, dalla quale parte l’allarme per i soli 6 vigili del fuoco al momento presenti. Insufficienti per arginare il disastroso incendio, il fuoco verrà debellato solo il giorno e solo dopo l’arrivo di rinforzi.

Nessun superstite dal volo KLM (248 morti). 61 superstiti dal volo Pan Am (335 vittime). In totale perdono la vita 583 persone.

Articolo di: Antonio Schivardi



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