Si prosciuga il mare d’Aral

Si prosciuga il mare d’Aral

Il 14 settembre 2014 per la prima volta nella storia si prosciuga il lato sud del Lago d’Aral, una volta era il quarto lago più grande al mondo (una volta chiamato anche mare d’Aral per le sue dimensioni pari a 68.000km^2 , 3 volte l’estenzione della Sardegna o 200 volte la dimensione del lago di Garda) oggi il bacino orientale del Lago d’Aral è permanentemente prosciugato, lo dimostra una sequenza di quattordici foto scattate dal satellite Terra della Nasa durante gli ultimi 12 mesi.

Questo è dovuto al fatto che i sovietici negli anni ’50 deviarono il corso dei due fiumi principali della zona, il Amu Darya e il Syr Darya, e l’acqua venne utilizzata per irrigare i campi.

Philip Micklin, un esperto della Western Michigan University ha riferito al NASA Earth Observatory che “è la prima volta in tempi moderni che il bacino orientale si prosciuga completamente” e che “probabilmente è la prima volta in 600 anni che succede.

Il fondale del lago è stato contaminato dai prodotti chimici utilizzati nei campi e l’acqua è divenuta sempre più salata, uccidendo la fauna e la flora e distruggendo l’industria della pesca della regione. Il ritiro del bacino orientale del lago è stato causato da una stagione caratterizzata da precipitazioni scarse, privando pertanto il lago della sua principale fonte d’acqua.

Attorno al lago vivono 60 milioni di persone e per riportarlo al suo livello originario il flusso d’acqua verso il bacino dovrebbe quadruplicarsi. Il progetto costerebbe almeno 16 miliardi di dollari, una cifra che gli stati che si affacciano sul lago difficilmente potrebbero sborsare.

Inoltre i terreni che le acque del lago hanno scoperto ritirandosi hanno mostrato di essere ricchissimi giacimenti di gas naturale. Nel corso del 2006 un importante accordo per lo sfruttamento del sottosuolo del lago è stato raggiunto tra il governo dell'Uzbekistan, la società russa LUKoil, la Petronas, la Uzbekneftegaz e la China National Petroleum Corporation. Un eventuale ritorno dell'acqua al livello originario sulla riva uzbeka renderebbe complicato questo genere di attività.

Un seme di speranza in una situazione così critica è stato possibile grazie al finanziato dalla Banca Mondiale: circa 86 milioni di dollari per riparare gli argini esistenti del piccolo lago a Nord, evitando così ulteriori perdite di acqua, e soprattutto, per la costruzione di una diga del fiume Syr Darya.

Tutto questo per cercare di aumentare il livello delle acque nel Piccolo Aral (grande meno del 3% del lago originale) la parte del lago rimasta a nord, nel territorio kazaco. La diga, chiamata Kokaral, è stata completata nel 2005 e i risultati ottenuti sembrano aver superato le aspettative: dopo soli sette mesi il livello si è innalzato di circa 3 metri e i pesci sono tornati a popolare quell’habitat per la gioia delle comunità locali.

Dieci anni dopo il lago a sud sarà completamente scomparso come il resto del mare d’Aral e rimane solo il piccolo Aral a Nord.

Articolo di: Antonio Schivardi



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