La mafia uccide Piersanti Mattarella

La mafia uccide Piersanti Mattarella

Nel giorno dell'Epifania del 1980, in via Libertà a Palermo, la famiglia Mattarella stava andando a messa ma non ci arriverà. Davanti al civico 147, infatti, una grandine di pallottole sorprende, sotto gli occhi di moglie e figli, Piersanti Mattarella, 44 anni, Presidente della Regione Sicilia, in quel momento senza scorta: non arriverà vivo in ospedale.

Sergio Mattarella, il fratello minore di Piersanti, in quel momento fa il professore di diritto ma quel giorno la sua vita cambierà. Si lascerà definitivamente alle spalle la tranquilla carriera di docente per lanciarsi nella politica attiva rinunciando alla carriera di docente di Diritto parlamentare insegnando all'Università di Palermo.

Quel momento cambia per sempre l’esistenza di un tranquillo professore universitario che ha fra le braccia il fratello morente.

Quando viene avvertita la procura per l'omicidio di Piersanti Mattarella, di turno c'era proprio il sostituto procuratore Pietro Grasso, che si reca sul posto per ispezionare la 132 blu crivellata di pallottole.

Anni dopo Pietro Grasso presidente del Senato e Sergio Mattarella Presidente della Repubblica. Molti non sanno che Serigio Matarella si dimise da ministro contro la legge mamì per difendere la libertà di informazione, diventato Presidente ha concesso tutte le residenze presidenziali alle associazioni dei disabili e non ha mai smesso di girare con una panda grigia costruita a pomigliano.

Articolo di: Pietro Frattini



Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento