Il disastro di Marcinelle

Il disastro di Marcinelle

Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio.

L’incidente è terzo per maggior numero di vittime tra gli italiani all’estero, dopo Monongah e Dawson.

Si trattò di un incendio, causato dalla combustione di olio ad alta pressione a causa di una scintilla elettrica, che, sviluppatosi vicino al condotto dell’aria principale, riempì di fumo tutto il pozzo minerario, provocando la morte di 262 delle 275 persone presenti, in gran parte emigranti italiani.

Passate le prime ore di stupore dopo il disastro, la mobilitazione fu generale. La Croce Rossa, i Pompieri, la Protezione Civile, l’Esercito e la Polizia unirono le loro forze.

Nei giorni successivi arrivarono rinforzi di soccorso da ogni parte d’Europa. La notte del 22 agosto svanirono le ultime speranze. Il giorno 8 agosto intanto la giustizia aveva avviato la sua inchiesta. Il 13 agosto furono sepolte le prime vittime.

Il 25 agosto, il ministro dell’economia Jean Rey creò una commissione d’inchiesta, alla quale presero parte due ingegneri italiani, Caltagirone e Gallina del Corpo delle Miniere Italiane.

Anche la confederazione dei produttori di carbone creò la sua inchiesta amministrativa.

Queste inchieste dovevano fare luce su cosa era accaduto nel pozzo di Marcinelle.

Alla fine, i 5 imputati furono assolti. In appello, davanti la 13ª Camera di Bruxelles, una sola condanna fu pronunciata, quella dell'ingegnere Calicis, condannato a 6 mesi con la condizionale.

Tanti lati oscuri sono ancora oggi presenti nella drammatica vicenda con tante false notizie e speculazioni.

Articolo di: Filippa Marinetti



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