Il massacro di sabra e shatila

massacro di sabra e shatila

Il ministro della difesa israeliano, Sharon, invade il Libano, entra con i carri armati a Beirut e circonda i campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila.

Il 15 settembre Sharon dà il via libera agli alleati “falangisti” libanesi di Elie Hobeika che entrano nei due campi ed iniziano ad uccidere, le cifre oscillano da poche centinaia a 3.500 vittime.

Il massacro dura settantadue ore. Di notte gli israeliani illuminano la scena con i bengala per agevolare lo sterminio.

In seguito all’indignazione internazionale e alle critiche interne, il ministro della Difesa A. Sharon dovette dimettersi, seguito dopo dal primo ministro M. Begin.

Non dimenticare Sabra e Chatila è un dovere umano, civile e politico.

Rimane aperta la questione della responsabilità impunita di Sharon, mentre altri capi di governo colpevoli di analoghe violazioni della legge umana ed ogni altra legge sono stati incriminati presso la Corte Penale Internazionale.

Nel 2002 il Belgio aprì un procedimento a carico di Sharon per crimini di guerra.

Il 23 gennaio 2002 Elie Hobeika si dichiarò disposto a testimoniare davanti al tribunale belga, ma prima che potesse partire fu ucciso in un attentato che fece esplodere la sua automobile.

Il processo non ebbe mai luogo.

Articolo di: Valentina Rossi



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