Il massacro di sabra e shatila

massacro di sabra e shatila

Il ministro della difesa israeliano, Sharon, invade il Libano, entra con i carri armati a Beirut e circonda i campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila.

Il 15 settembre Sharon dà il via libera agli alleati “falangisti” libanesi di Elie Hobeika che entrano nei due campi ed iniziano ad uccidere, le cifre oscillano da poche centinaia a 3.500 vittime.

Il massacro dura settantadue ore. Di notte gli israeliani illuminano la scena con i bengala per agevolare lo sterminio. Queste ricostruzioni sono scritte nelle 58 testimonianze da entrambe le parti poichè, tra le reponsabilità indirette, non si comprende come mai illuminare un campo di guerra per un intervento (cosa che, come indicato dalla commissione, era doveroso fare) e lasciare le truppe intorno alla città.

La vergona ricade anche sulle truppe Americane, Francesi e Italiane che erano state messe a tutela di entrambe le fazioni ma che, senza motivo, sono andate via 15 giorni prima dell'evacuazione totale della città.

Come riportato d(https://www.jewishvirtuallibrary.org/the-kahan-commission...) l'8 febbraio 1983 Israele attiva la Commissione Kahan ammise la "responsabilità indiretta" del Primo Ministro Menachem Begin, del Ministro della Difesa Ariel Sharon, del Capo di Stato Maggiore Rafael Eitan e di altri ufficiali. La Commissione suggerì inoltre le dimissioni di Sharon, la non riconferma del Direttore dei servizi segreti dell'esercito Yehoshua Saguy e la rimozione di tutti gli altri ufficiali.

Come riconosciuto da Kissinger la commissione Kahan fu una prova della Democrazia di Israele poichè nella storia pochissimi hanno veramente indagato per colpe a così alti livelli in contesti così difficili.

In seguito all’indignazione internazionale e alle critiche interne, il ministro della Difesa A. Sharon dovette dimettersi, seguito dopo dal primo ministro M. Begin.

Non dimenticare Sabra e Chatila è un dovere umano, civile e politico.

Rimane aperta la questione della responsabilità impunita di Sharon, mentre altri capi di governo colpevoli di analoghe violazioni della legge umana ed ogni altra legge sono stati incriminati presso la Corte Penale Internazionale.

Nel 2002 il Belgio aprì un procedimento a carico di Sharon per crimini di guerra.

Il 23 gennaio 2002 Elie Hobeika si dichiarò disposto a testimoniare davanti al tribunale belga, ma prima che potesse partire fu ucciso in un attentato che fece esplodere la sua automobile.

Il processo non ebbe mai luogo.

Articolo di: Valentina Rossi



Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento

Raccomandate on line