Omicidi di mafia: Uomini del Colorado, vi saluto e me ne vado

Omicidio di Mario Francese

Mario Francese la sera del 26 gennaio 1979 venne assassinato a colpi di pistola a Palermo, davanti a casa sua.

Iiniziò la carriera come telescriventista dell'ANSA, successivamente iniziò a collaborare come giornalista e scrisse per il quotidiano "La Sicilia" di Catania.

Divenuto giornalista professionista si occupò della strage di Ciaculli, del processo ai corleonesi del 1969 a Bari, dell'omicidio del colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e fu l'unico giornalista a intervistare la moglie di Totò Riina, Antonietta Bagarella.

Nelle sue inchieste entrò profondamente nell'analisi dell'organizzazione mafiosa, delle sue spaccature, delle famiglie e dei capi, specie del corleonese legata a Luciano Liggio e Totò Riina. Fu un fervente sostenitore dell'ipotesi che quello di Cosimo Cristina fosse un assassinio di mafia.

Grazie all’impegno del figlio Giuseppe nella ricerca dei colpevoli dell’omicidio del padre, sono stati condannati: Totò Riina, Leoluca Bagarella (che sarebbe stato l'esecutore materiale del delitto), Raffaele Ganci, Francesco Madonia, Michele Greco e Bernardo Provenzano.

Le motivazioni della condanna nella sentenza d'appello furono: «Il movente dell'omicidio Francese è sicuramente ricollegabile allo straordinario impegno civile con cui la vittima aveva compiuto un'approfondita ricostruzione delle più complesse e rilevanti vicende di mafia degli anni '70».

Nel 2002 si suicidò il figlio trentaseienne Giuseppe, anche lui giornalista al Giornale di Sicilia, che per anni si era dedicato a inchieste sulla ricostruzione dell'omicidio del padre.

Articolo di: Filippa Marinetti



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