Nikola Tesla muore in solitudine pieno di debiti

Nikola Tesla muore in solitudine pieno di debiti

Nikola Tesla nasce a Smiljan in Croazia nel 1856 ma sulla morte (così come su tutta la sua vita) aleggia il mistero sul giorno esatto in cui morì: convenzionalmente, infatti, lo si fa coincidere con quello in cui un’inserviente dell’Hotel New Yorker, dove Tesla alloggiava, ne ritrovò il cadavere, il 7 gennaio del 1943.

Oggi, lo si considera come uno dei geni dimenticati del XX secolo, con un ingegno fuori dalla norma ed un carattere a dir poco bizzarro.

A lui si devono alcune invenzioni che, come le precedenti, hanno cambiato la vita dell’essere umano (dal motore in corrente alternata – l’alternatore – alla trasmissione delle onde radio), ma la sua vita, così come la sua straordinaria intelligenza, sono, ancora oggi, avvolte dal mito: quel che sappiamo è che, per via delle sue idee spesso giudicate prive di interesse pratico, fu costretto (oltre che a dichiarare bancarotta nel ’17) anche a vendere ciò che possedeva, passando dal prestigio di un potenziale Premio Nobel all’essere considerato pazzo e per di più povero in canna.

Visse molti anni in totale solitudine, allontanato dall’alta società americana (era emigrato negli States nel 1884) e dagli amici più fidati. Lontano dai lussi cui era abituato, morì povero in un modesto albergo di New York. Aveva 87 anni.

Articolo di: Pietro Frattini



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