Amore e psiche una storia eterna

Amore e psiche una storia eterna

Quello tra Psiche e Amore è uno di quei racconti eterni che per generazioni, attraverso i secoli, ha fatto sognare tutti gli innamorati.

Raffigurati da pittori e scultori (tra questi l’opera del Canova nella foto al Louvre), i due amanti sono diventati il simbolo stesso dell’amore e della passione.

Psiche era la più giovane, ma soprattutto la più bella di tre sorelle. La sua bellezza era così grande ed eterea da suscitare l’ira della più vanitosa tra le dee: Venere. Accecata dalla collera e dall’odio, colei che era riconosciuta proprio come la dea della bellezza, decise di vendicarsi della fanciulla e chiese ad Amore di aiutarla. Il suo piano era quello di far innamorare Psiche di un uomo di umili condizioni.

Il dio dell’Amore accettò il compito assegnatogli da Venere, ma appena vide Psiche ne rimase talmente affascinato da innamorarsene egli stesso, perdutamente. La portò con sé nel suo palazzo, ma senza rivelarle la propria identità e convenendo con psiche che mai avrebbe dovuto vedere il suo volto.

Anche Psiche si innamorò di questo giovane misterioso che ogni sera si recava a farle visita ma, istigato dalle sorelle e dai dubbi una notte, decisa a dare un volto all’uomo che l’aveva fatta innamorare così perdutamente, illuminò il viso di Amore con una lanterna mentre lui dormiva. Cupido, svegliato da una goccia di olio bollente che cadde dalla lampada sulla sua spalla, rimase così deluso dal gesto della ragazza, da arrivare ad abbandonarla.

Psiche cadde preda della disperazione e iniziò a vagare per tutto il mondo alla ricerca del suo amato. Fu così che arrivò al palazzo di Venere per chiederle aiuto. La bellissima dea sottopose la fanciulla a quattro prove impossibili da superare, ma che lei affrontò con successo grazie all’aiuto di essere divini.

Dopo aver superato tutte e quattro le prove, Psiche si vide esausta e sciupata, la sua bellezza non era più la stessa.

Intanto, Amore, anch’egli preso dalla nostalgia per la propria amata, iniziò a cercarla dappertutto, finché non la scorse adagiata a terra, da dove la sollevò e la svegliò pungendola con una delle sue frecce.

A quel punto decise di portarla sull‘Olimpo per chiedere a Zeus di farla diventare immortale. Il dio di tutti gli dei accettò e le fece bere un bicchiere di ambrosia. Raggiunta l’immortalità Psiche divenne la moglie di Amore, dal quale ebbe una figlia che chiamarono Voluttà (Piacere).

La storia, come molti racconti tramandati, raccoglie il sunto del conflitto tra i sentimenti e la ragione, tra la fiducia e la gelosia oltre ad essere il fulcro di tante usanze e tradizioni.

Articolo di: Pietro Frattini



Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento

Raccomandate on line