Il Fiume Po ghiacciato nel 1929

Il Fiume Po ghiacciato nel 1929

Il clima nell’ultimo secolo è cambiato molto, non era difficile agli inizi del ‘900 vedere il po ghiacciato ma nulla come il grande freddo del 1929.

Dalle registrazioni rilevate dall'Istituto Navarra sappiamo che la punta estrema del freddo a febbraio fu -23,5. Da Dicembre a fine di marzo la temperatura rimase sotto zero e solo dopo il 7 aprile 1929 il termometro tornò a registrare numeri positivi.

Sul Po furono registrate temperature ancora più basse il termometro raggiunse i -25. Il ghiaccio dilagò, dapprima si aggrappò ai piloni dei ponti poi si espanse verso le rive, infine coprì tutto l'alveo.

L'antico Eridano gelò da Morano Po, in val Scrivia, fino a raggiungere l'intero tratto delle provincie di Ferrara e Rovigo ove lo spessore del ghiaccio superava i trenta centimatri.

Il massimo della congelamento si verificò fra il 16 e il 18 febbraio, il fiume si poteva attraversare con carri a traino animale per un tratto di cinquantaquattro chilometri senza nessun rischio.

Il disgelo del fiume ebbe inizio fra il 20 e il 22 febbraio. La crosta si fratturò formando enormi lastroni di ghiaccio, piccoli iceberg, lunghi fino a cento metri per una larghezza che in certi casi raggiungeva i cinquanta. Trasportati dalla corrente urtavano contro le rive travolgendo pontili e imbarcaderi.

A San Benedetto Po un lastrone enorme spesso in certi punti fino a settanta centimetri urtò e distrusse in parte il ponte in chiatte. Fra Ostiglia e Pontelagoscuro i lastroni urtandosi si accavallavano formando vere e proprie dighe.

Articolo di: Pietro Frattini



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