Arresto di stato in Russia - Khadorkovskij

Arresto di stato in Russia - Khadorkovskij

Il 25 ottobre 2003 il miliardario Michail Khodorkovskij, fondatore e presidente della compagnia petrolifera Yukos, oppositore di Putin e mecenate dell’opposizione liberale, viene improvvisamente arrestato in un aeroporto siberiano con un’operazione delle teste di cuoio.

Rimarrà in carcere per dieci anni, dopo un processo di dubbia regolarità. La sua compagnia petrolifera la Yukos in breve perse gran parte del suo valore in borsa, finché - a un anno dalla condanna a nove anni di carcere di Chodorkovskij, avvenuta nel 2005 - finì in bancarotta e gli asset più importanti vennero rilevati dalla compagnia di stato Rosneft.

Nel 2010 Chodorkovskij fu condannato per appropriazione indebita e riciclaggio di denaro, estendendo così la sua carcerazione fino al 2017. Il suo fu considerato dalla maggior parte degli analisti e dei media internazionali un processo politico, voluto da Vladimir Putin per sbarazzarsi di uno degli uomini più potenti del paese e che, prima di finire in carcere, aveva apertamente criticato lo stato di corruzione in cui versava la Russia.

Amnesty International, denunciando le irregolarità dei processi, ha sempre considerato Chodorkovskij un Prigioniero di coscienza.

Il 18 dicembre 2013 la Duma approvò un provvedimento di amnistia per i reati di cui è accusato Chodorkovskij, il quale il 20 dicembre 2013, appena scarcerato, lasciò la Russia alla volta della Germania.

Articolo di: Pietro Frattini



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