Il disastro del Vajont

Il disastro del Vajont

Il 9 ottobre 1963 la caduta di una enorme frana del monte Toc nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, provoca un'onda alta oltre 200 m che si riversa a valle.

Nel disastro muoiono oltre 1917 persone e moltissimi paesi sottostanti vengono cancellati, prima Erto e Casso poi quello che resterà tristemente famoso Longarone.

Il disastro fu dovuto a una serie di cause, di cui l'ultima in ordine cronologico fu l'innalzamento delle acque del lago artificiale oltre la quota di sicurezza di 700 metri voluto dall'ente gestore, operazione effettuata ufficialmente per il collaudo dell'impianto, ma con il plausibile fine di compiere la caduta della frana nell'invaso in maniera controllata, in modo che non costituisse più pericolo.

Questo, combinato a una situazione di abbondanti e sfavorevoli condizioni meteo (forti precipitazioni) e a forti negligenze nella gestione dei possibili pericoli dovuti al particolare assetto idrogeologico del versante del monte Toc, accelerò il movimento della antica frana presente sul versante settentrionale del monte Toc, situato sul confine tra le province di Belluno (Veneto) e Pordenone (Friuli-Venezia Giulia). I modelli usati per prevedere le modalità dell'evento si rivelarono comunque errati, in quanto si basarono su una velocità di scivolamento della frana nell'invaso fortemente sottostimata, pari a un terzo di quella effettiva.

L ' Italia si mosse nei soccorsi nei giorni e nelle settimane successive arrivarono moltissimi ragazzi e uomini da ogni parte d'Italia, appartenenti a ogni tipo di ente o associazione, pubblica o privata. In molte case italiane, tra le vecchie foto in bianco e nero, c'è un'immagine del papà (o del nonno), esausto, sulla spianata di Longarone.

Sul Vajont arrivarono la croce rossa e i militari, medici e sacerdoti, carabinieri e volontari. Arrivò un gruppo di emiliani che una ventina d'anni prima in quelle valli aveva fatto la Resistenza. Arrivarono gli scout: erano dei ragazzini. Vigili del fuoco e alpini a parte, però, lo scoutismo era allora l'unico gruppo organizzato in grado di mobilitarsi e intervenire velocemente: la Protezione civile non esisteva ancora. 

Articolo di: Pietro Frattini



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