50 miliardi di marchi per spedire una lettera

50 miliardi di marchi per spedire una lettera

L’iperinflazione, che consiste in un aumento smisurato e continuo dei prezzi, impoverisce soprattutto i più deboli, coloro che detengono un reddito fisso, come i lavoratori dipendenti, i salariati e i pensionati, mentre, temporaneamente, si salvano coloro che possono adeguare le proprie entrate alla continua ascesa dei prezzi.

Col tempo, però, anche i lavoratori autonomi iniziano a trovarsi in difficoltà, in quanto sarà sempre più arduo per loro trovare un numero sufficiente di clienti in grado di poter spendere grosse somme di denaro per richiedere le prestazioni professionali dei liberi professionisti, o i prodotti immessi sul mercato dagli industriali.

La perdita di valore del marco nei confronti del dollaro fu rapidissima e irrefrenabile.

Nel gennaio 1914 il papiermark veniva cambiato a 4,2 per ogni dollaro statunitense, nel 1921 1 dollaro valeva 65 marchi, che salirono a 2.420 marchi nel 1922, 100.000 nel giugno 1923, 350.000 nel luglio dello stesso anno, 4.600.000 in agosto, 100.000.000 nel settembre, 25 miliardi in ottobre e 4200 miliardi appena un mese dopo.

Le conseguenze dell’iperinflazione furono drammatiche per la popolazione tedesca, già stremata dalla guerra.

Nel 1923 gli stipendi venivano pagati di giorno in giorno – poi due volte al giorno – per evitare che il loro valore diminuisse troppo da un giorno all’altro.

Spedire una lettera il 1º gennaio 1923 costava 10 Papiermark, il 10 ottobre 2 milioni e il 1º dicembre 50 miliardi di marchi.

I dipendenti, quando venivano pagati correvano subito a comprare i beni di prima necessità, prima che il prezzo salisse nel giro di qualche ora, provocando la scarsità di beni e favorendo la borsa nera. Era frequente vedere persone con cariole di denaro girare per la città per fare la spesa.

Articolo di: Valentina Rossi



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