Acqua bene pubblico, la privatizzazione in Bolivia

Acqua bene pubblico, la privatizzazione in Bolivia

Il 22 marzo è la giornata mondiale dell'acqua, questa è la storia della privatizzazione dell'acqua in Bolivia.

E' il 2001, la Bolivia è governata da Hugo Bazner. Cochabamba è una città a 2500 metri d’altezza sulle Ande boliviane, dove l’acqua è scarsa e solo il 55 percento degli ottocentomila abitanti è allacciato all’acquedotto.

L'incapacità politica negli anni ha portato un sistema idrico inefficiente e la mancanza di soldi pubblici per le grandi opere hanno fatto passare l'idea, inizialmente ritenuta buona anche dalla popolazione, di appaltare e privatizzare esternamente la distribuzione dell'acqua che diviene così un bene privato. 

Il governo stipulò la legge 2029 che concedeva ad Agua de Tunari il monopolio di tutte le risorse idriche, inclusa l’acqua usata per irrigare i campi e altre risorse idriche che precedentemente non erano controllate dal consorzio municipale, giungendo fino al paradosso per cui la popolazione avrebbe dovuto richiedere un’autorizzazione per raccogliere l’acqua piovana. 

In seguito alla stipulazione della legge, il prezzo dell’acqua, bene già scarso nella città, aumentò più del 50%, a causa dei costi di rinnovo della rete idrica. Le tariffe minime mensili arrivarono a 20 dollari, in un paese in cui i salari potevano aggirarsi intorno ai 100 dollari al mese.

La popolazione scese in piazza a protestare, nonostante la forte repressione che causò il ferimento di molti manifestanti e che costò la vita ad un giovane di 17 anni, Victor Hugo Daza.

La morte del ragazzo scatenò l’ira popolare, che prese la piazza centrale della città e le vie adiacenti. La polizia dichiarò che non poteva garantire la sicurezza del consorzio, che lasciò il paese.

In quell'occasione si iniziò a parlare seriamente di acqua come bene comune, e da lì partì un movimento internazionale che raggiunse anche l'Italia, portando nel 2011 alla vittoria referendaria in difesa dell’acqua pubblica.

 

 

Articolo di: Valentina Rossi



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