Il Guernica, la follia della guerra

Il Guernica, la follia della guerra

Il 26 aprile 1937, aerei tedeschi della legione Condor e l'Aviazione Legionaria italiana in appoggio alle truppe del generale Franco contro il governo legittimo repubblicano di Spagna, rasero al suolo con un bombardamento la cittadina basca di Guernica.

La Legione Condor tedesca e l'Aviazione Legionaria italiana dichiararono ufficialmente di aver avuto come obiettivo dell'attacco il ponte di Rentería (19,5 m di lunghezza per 9,5 di larghezza), sul fiume Oca, per appoggiare gli sforzi bellici dei nazionalisti franchisti nell'offensiva in corso nella Biscaglia per rovesciare le sacche fedeli al governo della Repubblica Spagnola, bombe che il forte vento deviò sulla città (ma l'azione, in realtà, fu intenzionale). La città venne devastata.

Picasso compose il grande quadro in soli due mesi e lo espose in giugno nel Padiglione spagnolo dell'esposizione universale di Parigi.

L'incredibile opera è un inno alla follia della guerra che non lascia fincitori o vinti, eroi o mostri, terroristi o patrioti ma lascia solo morte e distruzone.

In un periodo storico dove la memoria si perde nell'odio, dove si esaltano errori del passato, il Guernica come gran parte dei documenti che postiamo è un monito a non perdere la memoria.

Si racconta che Picasso rispose all’ambasciatore tedesco Otto Abetz, in visita al suo studio, di fronte ad una fotografia di Guernica:

«È lei che ha fatto questo orrore?»
«No, è opera vostra»

Articolo di: Valentina Rossi



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