Vengono giustiziati Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

Vengono giustiziati Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti

Una storia di ordinaria ingiustizia, di due emigrati italiani accusati di aver preso parte a una rapina negli Stati Uniti uccidendo un cassiere e una guardia nonostante le prove evidenti della loro innocenza e persino una confessione del reale copevole, che divenne qualcosa di più grande e simbolico.

Si trattava di un periodo buio della storia statunitense caratterizzato da un'intensa paura dei comunisti, la paura rossa del 1917-1920. Né Sacco né Vanzetti si consideravano comunisti e Vanzetti non aveva nemmeno precedenti con la giustizia, ma i due erano conosciuti dalle autorità locali come militanti radicali coinvolti in scioperi, agitazioni politiche e propaganda contro la guerra.

Inizialmente furono arrestati per avere dei volantini per una manifestazione stampati da un amico di Vanzetti, il tipografo Andrea Salsedo, originario dell'isola di Pantelleria. Questi, il 3 maggio del 1920, fu trovato sfracellato al suolo alla base del grattacielo di New York dove al quattordicesimo piano aveva sede il Boi (Bureau of Investigation).
Poi i due emigrati italiani furono accusati di aver preso parte a una rapina uccidendo un cassiere e una guardia nonostante le prove evidenti della loro innocenza e persino una confessione del reale colpevole.

Il destino dei due anarchici italiani, capri espiatori di un'ondata repressiva lanciata dal presidente Woodrow Wilson contro la «sovversione» era segnato.
Il 23 agosto 1927, alle ore 0,19 veniva giustiziato sulla sedia elettrica Nicola Sacco. Alle 0,26 toccava a Bartolomeo Vanzetti subire lo stesso destino.

Solo nel 1977, cinquant'anni dopo la loro morte, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis riconobbe in un documento ufficiale gli errori commessi nel processo e riabilitò completamente la memoria di Sacco e Vanzetti.

Come lo stesso Bartolomeo Vanzetti comprese, rivolgendosi alla giuria che lo condannò alla pena di morte, disse: «Mai vivendo l'intera esistenza avremmo potuto sperare di fare così tanto per la tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione fra gli uomini».

Articolo di: Pietro Frattini



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