La vera causa del taglio dell'orecchio di Van Gogh

Van Gogh e Gauguin, L’amicizia tra i pittori Vincent van Gogh, olandese, e Paul Gauguin, francese, ha sfiorato la tragedia.
Per anni, entrambi ammirarono l’uno i quadri dell’altro, spesso esposti assieme nella galleria parigina (aperta nel 1879) di Theo van Gogh, il fratello di Vincent. Per mesi si scrissero parole d’affetto, di stima e di reciproca influenza. Poi, il 29 ottobre 1888, Paul accettò l’invito di Vincent di andare a vivere e a lavorare con lui ad Arles, nel sud della Francia. Ma la convivenza non fu facile. I due litigavano su tutto e Van Gogh soffriva sempre più di disturbi nervosi, si ubriacava, diventava una furia per nulla.

Il 23 dicembre 1888, Paul disse a Vincent che non ce la faceva più, che lo lasciava per tornare a Parigi. Vincent perse la testa e rincorse Paul per strada con un rasoio. Gauguin fuggì, mentre Vincent tornò a casa e con lo stesso rasoio si mozzò un orecchio, iniziando a scivolare nella follia. Per altri studiosi, fu invece Gauguin a mozzargli l’orecchio con una sciabola, per difendersi.
Da quella notte, comunque, non si videro mai piú.

Lo scrittore britannico Martin Bailey, che ha pubblicato la prova nel suo ultimo libro, "Studio of the South.Van Gogh in Provence", come riferisce il Guardian:«Non fu una lite con Gauguin a spingere Van Gogh a mozzarsi un orecchio, ma una notizia arrivata il giorno stesso via posta nella casa gialla di Arles in cui l'artista viveva: una lettera, datata 23 dicembre 1888, in cui il fratello Theo annunciava le proprie nozze. Colto da un attacco d'ira sommata alla lite con Il suo amico, Van Gogh, che all'epoca non aveva ancora venduto nessun quadro e dipendeva economicamente dal fratello minore, prese un rasoio e si tagliò il lobo.

La rabbia di Van Gogh sarebbe stata dettata da quella lettera arrivata il mattino presto insieme a 100 franchi e a uno scritto del fratell Theo che raccontava di aver reincontrato Jo Bonger, la ragazza che l'aveva rifiutato una volta ma ora aveva accettato di sposarlo. Secondo le consuetudini di allora, spiega Bailey nel suo libro, sia la madre sia Theo avevano scritto a Van Gogh per chiedergli, in quanto fratello maggiore, l'autorizzazione alle nozze.

Ad accecare il pittore, con tutta probabilità, fu il timore di perdere il sostegno economico di cui aveva fino ad allora beneficiato e di cui continuava ad aver bisogno.
Fomentato dalla lite col compagno, in un raptus, si mozzò l'orecchio, ma nonostante perdesse molto sangue, racconta ancora Bailey,uscì di casa per recarsi in una casa di tolleranza, dove consegnò, avvolto in un foglio di carta, il lobo insanguinato a una ragazza, forse una prostituta, o, come suggerisce Bernadette Murphy in un suo libro, la figlia di un agricoltore locale.
Il giorno dopo, la vigilia di Natale, Gauguin, sbollita la rabbia, fece ritorno a casa: trovò la polizia alla porta e l'artista intriso di sangue, a letto. In seguito a quell'episodio Van Gogh fu ricoverato e tenuto in isolamento per due settimane. "Presto torneranno i giorni belli, e io ricomincerò a occuparmi di frutteti in fiore", scrisse al fratello Theo il 7 gennaio.

Articolo di: Luca Scuriatti



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  • Tommy77

    20 Gennaio 2018

    Come sempre grazie per le informazioni fornite

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