Un Paese che ignora il proprio ieri, non può avere un domani

Settembre 1990,  una serie di interviste di Elkann a Montanelli con una lucida e brillante analisi del popolo Italiano, a distanza di quasi 30 anni una previsione di quello che sarebbe successoa una intera generazione.

Montanelli: [...] Un Paese che ignora il proprio Ieri, di cui non sa assolutamente nulla e non si cura di sapere nulla, non può avere un Domani.
Io mi ricordo una definizione dell'Italia che mi dette in tempi lontanissimi un mio maestro e anche benefattore, che fu un grande giornalista, Ugo Ojetti, il quale mi disse: «Ma tu non hai ancora capito che l'Italia è un Paese di contemporanei, senza antenati né posteri perché senza memoria». Io avevo 25-26 anni e la presi come una boutade, per una battuta, un paradosso. Mi sono accorto che aveva assolutamente ragione. Questo è un Paese che [«È un Paese che non ama la Storia»] ha una storia straordinaria, ma non la studia, non la sa.
È un Paese assolutamente ignaro di se stesso. Se tu mi dici cosa sarà un domani per gli italiani, forse sarà un domani brillantissimo. Per gli italiani, non per l'Italia. Perché gli italiani sono i meglio qualificati a entrare in un calderone multinazionale perché non hanno resistenze nazionali. Intanto hanno dei mestieri in cui sono insuperabili.

[...] Voglio dirlo senza intonazioni spregiative, nei mestieri servili noi siamo imbattibili, assolutamente imbattibili. Ma non lo siamo soltanto in quello. L'individualità italiana si può benissimo affermare in tutti i campi, anche scientifici. Io sono sicuro che gli scienziati italiani, i medici italiani, gli specialisti italiani, i chimici, i fisici italiani quando avranno a disposizione dei gabinetti europei veramente attrezzati brilleranno. Gli italiani, l'Italia no. L'Italia non ci sarà, non c'è. Perché gli italiani che vanno in Germania diventeranno tedeschi. [...] Alla seconda generazione sono assimilati. Dovunque vadano, sono assimilati.

Elkann:«Ma questo è un difetto?»

Montanelli: No... è un difetto... è un difetto ed è anche una virtù. È una qualità. Voglio dire: per l'Italia non vedo un futuro, per gli italiani ne vedo uno brillante.

Articolo di: Luca Scuriatti



Personaggi citati nell'articolo

I vostri commenti

Leggi commenti su facebook

  • 3317234780

    17 Agosto 2017

    Ricordo particolarmente che quando gli chiesero un parere sull'entrata di Berlusconi in "campo" lui dissentì. Sapeva come sarebbe andato a finire

    Rispondi al commento
Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento